Le aree danneggiate sono segnalate in rosso

di D.B.

Una deformazione in un’area che si estende per 130 chilometri quadrati, con uno spostamento massimo di almeno 70 centimetri nell’area di Castelluccio di Norcia. Attesi per la giornata di martedì, i dati dei satelliti hanno confermato le prime valutazioni fatte dagli esperti già lunedì. L’analisi della deformazione del terreno è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile e viene svolta da un team di ricercatori dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente e del Consiglio nazionale delle ricerche nonché dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Secondo gli esperti il terreno si è abbassato in un’area di 40 x 15 chilometri ma un dato ancora più preciso lo si potrà avere nei prossimi giorni grazie ai dati che arriveranno dal satellite giapponese Alos2.

Scossa più forte «Si nota molto bene – osserva Stefano Salvi dell’Ingv – la complessità dei movimenti del suolo, sostanzialmente dovuti a due categorie di effetti: allo scorrimento degli opposti lembi di crosta terrestre lungo i piani di faglia profondi è dovuto l’andamento concentrico delle frange colorate (linee di uguale abbassamento), mentre discontinuità, addensamenti o piegature ad angolo acuto delle frange sono dovute a fenomeni molto superficiali quali scarpate di faglia, riattivazioni di frane, sprofondamenti carsici. È il contributo dei terremoti alla costruzione dei paesaggi appenninici». Quanto al terremoto martedì mattina alle 8.56, con la sua magnitudo 4.8 rappresenta il più forte da quello delle 7.40 di domenica mattina. Complessivamente (i numeri sono aggiornati alle 11 di martedì mattina) sono oltre 240 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4 e 19 quelli di magnitudo compresa tra 4 e 5.

TERRENO GIÙ DI 70 CENTIMETRI E QUASI 800 REPLICHE: MAPPA INTERATTIVA
SISMA 26 OTTOBRE: MAPPA IN TIME LAPSE DELLE SCOSSE

Il 26 ottobre I dati del satellite giapponese intanto sono a disposizione per quanto riguarda il sisma di mercoledì. In questo caso le deformazioni vengono rilevate circa 8 chilometri più a nord rispetto a quelle provocate dal terremoto di Amatrice del 24 agosto, e caratterizzano una zona che si estende per circa 20 chilometri in direzione nord, presentando un abbassamento del suolo massimo di circa 18 centimetri nell’area di Vallestretta, a poca distanza da Ussita. Ancora da individuare, grazie ai calcoli che verranno fatti nei prossimi giorni, la faglia sorgente del terremoto così da poterne caratterizzare l’attività profonda, anche se da una prima valutazione si tratta della stessa struttura geologica che ha causato il terremoto di Amatrice.

VIDEO: CASTELLUCCIO DALL’ALTO E LA FRATTURA SUL REDENTORE
TERREMOTO FIGLIO DI AMATRICE E DELL’AQUILA

I danni di Norcia Sempre grazie a un satellite in queste ore sono state pubblicate le immagini dei crolli di Norcia. A catturarle i satelliti Cosmo SkyMed dell’Agenzia spaziale italiana che hanno fotografato l’area prima e dopo il sisma. Le immagini di Norcia sono state scattate alle 5.50 del 30 ottobre, quindi meno di due ore prima del terremoto, mentre la foto che testimonia i danni è stata fatta 24 ore esatte dopo. La mappa ottenuta attraverso i dai satellitari (un algoritmo è in grado anche di eliminare la vegetazione per ottenere risultati più precisi) si chiama «damage proxy map» e identifica una probabilità di danno.

Twitter @DanieleBovi

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