La metà dei terremoti localizzati nel 2014 dalla Rete sismica nazionale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stata registrata nella fascia appenninica centrale. A dirlo è proprio l’Ingv che lunedì ha pubblicato l’articolo «Italia sismica, i terremoti del 2014», pubblicato sul blog IngvTerremoti. Stando ai dati, la fascia appenninica centrale, che si estende verso nord a partire da l’Aquila, lambisce la provincia di Rieti e prosegue negli appennini umbro-marchigiani fino a Città di Castello e Sansepolcro, è stata l’area con il maggior tasso di sismicità di tutto il territorio nazionale per quanto riguarda il numero di eventi. «In questo settore appenninico – spiega Maurizio Pignone, geologo del Centro nazionale terremoti dell’Ingv – la sismicità ha avuto un’attività quasi continua concentrata nella sequenza sismica di Gubbio, che ha avuto periodi di grande attività soprattutto nei primi mesi dell’anno».
I numeri Una lunga serie per fortuna caratterizzata da una sismicità molto bassa. Complessivamente in Italia l’Ingv nel 2014 ha registrato 24.312 scosse, circa tremila in più rispetto all’anno precedente: in media 66 terremoti al giorno, quasi uno ogni 20 minuti. Nessuno però è stato di magnitudo superiore o uguale a 5.0. «Quelli di magnitudo 1.5 o superiore – osserva Franco Mele, sismologo del Centro nazionale terremoti dell’Ingv – sono stati meno di un terzo del totale, ben 7.169. Mentre eventi da magnitudo 2.5 in su, quelli per i quali l’Istituto effettua una comunicazione al Dipartimento della protezione civile, sono stati in tutto 731, il 3% del totale, con una media di 2 comunicazioni al giorno».
Il video Ad accompagnare i dati 2014 c’è il video, realizzato dall’Ingv, attraverso il quale si può vedere l’andamento, settimana per settimana, delle oltre 24 mila scosse analizzate. «Il video – aggiunge Mele – evidenzia che anche nel 2014 la maggior parte della sismicità si è manifestata attraverso centinaia di sequenze sismiche: di queste, 100 costituite da almeno 5 eventi ciascuna, alcune caratterizzate da pochi eventi di breve durata, altre con durata di diversi mesi, e oltre un migliaio di terremoti registrati».
