Accostamenti cromatici azzardati

di M.T.

Scelgono l’ironia, il Wwf e Italia Nostra, ma dopo aver provocato un sorriso amaro, passano alla richiesta di interventi concreti. Soprattutto perché, a loro giudizio, sui fatti che denunciano dovrebbero intervenire il comune e la soprintendenza ai beni architettonici dell’Umbria.

Trionfo del kitsch Terni; secondo Gianni Rinaldi, presidente regionale del Wwf, e Andrea Liberati, presidente ternano di Italia Nostra; in alcune zone ricorda «un villaggio di pescatori norvegesi», dove prevalgono «le espressioni kitsch sul senso del bello». Visto che nella scelta delle colorazioni con le quali tinteggiare i palazzi, «molto, forse troppo, sembra lasciato alla fantasia dei privati, mentre ben poco spazio è riservato al rispetto della congruità estetica in una visione d’insieme che salvi l’identità culturale della città». Quello che definisce «l’affastellarsi di stacchi cromatici in una dimensione variocolor è forse ideale in un villaggio di pescatori norvegesi, ma non in un capoluogo italiano e, tanto meno, a Terni».

Il piano del colore Una città, specifica Rinaldi, «che nessuno vuole mantenere grigia, come sembrano voler dire certe facciate sporche e cadenti del centro storico e delle periferie. Ma per combattere lo spleen, tuttora vivo, della città perduta, di questa Terni-Atlantide mutilata dalla guerra, non è utile tirarsi addosso la vernice. Esiste invece un piano del colore che occorre rispettare anche con riferimento agli infissi e agli oscuramenti, perché l’attenzione al particolare è uno dei riconosciuti elementi di attrazione per visitatori e residenti di ogni città».

Edifici storici Secondo Liberati, poi, «occorre evitare che in centro, così come nelle antiche municipalità, a partire da Collescipoli, antenne satellitari, caldaie e condizionatori spuntino come velenosi funghi su edifici anche di riconosciuto rilievo storico. Ad esempio, il palazzo della Provincia di Terni, bene di interesse culturale, è attaccato da una specie aliena, quella dei condizionatori, presenti a decine». Secondo Liberati «si tratta di un caso ‘di scuola’ da sottoporre quanto prima all’attenzione del ministero per i beni e le attività culturali».

La moratoria scaduta Peraltro, ricordano i rappresentanti delle due associazioni, «su antenne, caldaie e condizionatori non adeguatamente installati, il Comune di Terni aveva previsto una moratoria, scaduta il 31 dicembre scorso: desideriamo ora il pieno rispetto della legge, anche a vantaggio di coloro che hanno correttamente rispettato le norme». Non chiedono multe, specificano, ma che «il Comune invii agli interessati un avviso bonario», stabilendo magari un termine «di trenta, sessanta giorni, entro cui rimuovere gli impianti, eliminando così un fenomeno di microabusivismo che sta zavorrando la comunità non soltanto sul mero piano estetico».