Sono oltre mille gli alberi abbattuti in città negli ultimi tre anni. Il bilancio è presentato da Wwf, Italia nostra, Verdi e Garden Club Terni. L’attacco diretto è alle scelte dell’amministrazione comunale di Terni che anche in questi giorni tra l’altro ha ordinato l’abbattimento di altre piante in zona Battisti. Le associazioni ambientaliste parlano di «scelte scellerate che vanno a danno anche della salute dei cittadini». Tanto che sono partiti anche due esposti alla procura della Repubblica e alla Corte dei conti.

Metodo motosega «Una città come Terni – si legge nella nota delle associazioni – che registra preoccupanti emergenze in fatto di inquinamento ambientale, dovrebbe distinguersi per la tutela del creato e, più in generale, per una politica del verde pubblico tesa ad arginare tali problematiche. Eppure dobbiamo riscontrare per l’ennesima volta un taglio indiscriminato di alberi che conferma il metodo della motosega adottato dall’amministrazione comunale; una politica scellerata che, oltre ad offendere il creato, mette a repentaglio il diritto fondamentale alla salute dei cittadini».

Oltre mille alberi Secondo le associazioni sono oltre mille gli alberi abbattuti negli ultimi tre anni «con motivazioni ripetitive, risolute e troppo spesso discutibili. Sembra una macabra commedia in cui la vittima è continuamente il patrimonio arboreo dei cittadini». L’ultimo caso è quello che riguarda l’abbattimento di piante lungo la ferrovia Terni-Sulmona, con le ferrovie che hanno diffidato lo stesso Comune dalla potatura per motivi di sicurezza. «Come mai – si chiedono le associazioni – nel corso di tanti lustri non si è provveduto ad una potatura costante e calibrata?».

Gli esposti In tal senso Italia Nostra, Vas (Verdi Ambiente e Società), Wwf, Pro Natura, Garden Club e la Federazione provinciale dei Verdi si sono preoccupati da tempo di avviare «un proficuo rapporto di collaborazione con l’assessorato ai Lavori pubblici, per la stesura un protocollo d’intesa, senza ottenere però alcun riscontro in merito. Di conseguenza la maggioranza delle stesse ha inteso depositare due esposti alla procura della Repubblica di Terni e alla procura regionale della Corte dei conti di Perugia nella convinzione che, il taglio incondizionato del patrimonio arboreo pubblico di un determinato territorio equivalga ad un attacco ai valori di civiltà che esso porta con sé e al danno fisico e morale della collettività che trae da esso beneficio. Forse per tale motivo sono state inevase le richieste di confronto pervenute dalle associazioni?».

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