Passa col voto favorevole di tutta l’aula l’atto della prima commissione consiliare sul Verdi, che impegna sindaco e giunta a redigere un progetto preliminare che vada nella direzione della realizzazione di un teatro evitando il mero recupero del cinema-teatro, valutando la possibilità di utilizzare per la stesura dell’elaborato risorse tecniche interne all’amministrazione. Sulla base del progetto si chiede, inoltre, l’impegno a rapportarsi con la Soprintendenza al fine di trovare una soluzione condivisa.
Teatro Verdi «Impiegare risorse interne è impensabile – ha chiarito l’assessore Enrico Melasecche – ma lo spirito dell’atto ricalca quello della giunta nella ricerca di una soluzione. L’immobilismo non è nel nostro stile. Ho incontrato l’assessore Reginale Giuseppe Chianella e abbiamo avuto modo di parlare anche di quell’immobile. Valuteremo quale incarico dare, partendo da quello che dice la Soprintendeza, spiegando però al professionista incaricato che occorre un approccio di tipo architettonico. Stiamo delineando questa non facile strada. Entro 10 giorni – promette – valuteremo come assegnare questo incarico, con quali paletti. Il consiglio dice una cosa, la Soprintendeza ne dice un’altra, speriamo in un architetto che sappia coniugare i due poli».
Maggioranza e opposizione «Possiamo portare avanti insieme gli obiettivi comuni – ha detto Michele Rossi (Terni Civica) – siamo partiti da un mio atto, per uscire da questa impasse, che deriva dal vincolo che qualcuno ha richiesto, che ci preclude alcune strade anche se ce ne consente altre. Con questo atto vengono messi quattro paletti essenziali, che noi andiamo a mettere all’esecutivo, la città senza il suo teatro è una città persa». «Spero che questo atto serva da input all’amministrazione – ha detto Patrizia Braghiroli (M5s) -. Terni non ha da tempo un teatro, prima al massimo c’era un cinema teatro. Terni si merita un teatro, l’Amministrazione Comunale deve assumersi la responsabilità, la giunta deve decidere. In passato abbiamo combattuto contro il progetto di semplice consolidamento strutturale, fatto sul nulla, non c’è alcun progetto architettonico, si interveniva sulla struttura senza alcuna visione architettonica. Ora sappiamo che la Soprintendenza vuole il restauro del cinema teatro, così come è. Non è questa la linea di tante battaglie portate avanti in questi anni. Ci vuole un progetto che sia di scelta e su questo confrontarsi con la Soprintendenza. Redigere un progetto preliminare».
