di M. R.

Momenti di tensione di fronte all’officina sociale ‘La siviera’, intervengono forze dell’ordine. È guerra tra genitori sul caso mense: chi è fuori fischia, chi entra partecipa. Non mancano momenti di tensione, volano provocazioni e parole grosse, il dirigente dei servizi educativi Corrado Mazzoli risponde e scatta l’intervento delle forze dell’ordine. La giunta insiste: «Questione politica».

Alta tensione alla Siviera: video

Mense scolastiche Come da copione, dopo l’uscita di scena dal tavolo tecnico di Palazzo Gazzoli, i membri del Cosec martedì pomeriggio si sono dati appuntamento in via Carrara dove, nella sede dell’Officina sociale ‘La siviera’, a Terni, è stato avviato il gruppo di lavoro e confronto tra genitori, sindacati, dirigenti del Comune, dirigenti scolastici, Federconsumatori e tecnici di settore per la riorganizzazione del servizio di refezione scolastica, prossimo a bando di gestione. Il Comitato servizi educativi comunali continua a sostenere che l’unica via possibile di confronto possa essere percorsa con l’annullamento della delibera di giunta di febbraio dedicata. Palazzo Spada, invece, prosegue per la propria strada e tra oggi e domani dovrebbe completarsi l’iter partecipativo.

Gruppo di lavoro Dall’ente di piazza Ridolfi sono di nuovo l’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi e la vicesindaco Francesca Malafoglia a commentare i fatti: «Alcuni esponenti del Cosec – scrivono – si mostrano spiazzati da questo processo di partecipazione e rilanciano con proposte ideologiche,  ora non bastano più i centri di cottura, li vogliono a tutti i costi a gestione pubblica. L’amministrazione comunale  – proseguono vicesindaco e l’assessore – anche in questo caso non ha posizioni preconcette, ribadiamo che il punto è qualità del servizio a costi accettabili per le famiglie e per la città».

Commissari Il tavolo non è aperto al pubblico ma i membri del Comitato commissari mense hanno anticipato le proprie istanze: «Nel capitolato d’appalto – scrivono – sarebbe opportuno prevedere una clausola di salvaguardia che permetta di rescindere il contratto alla ditta in caso di non soddisfazione dell’utenza. Sarebbe auspicabile che oltre alle commissioni mensa in ogni singola scuola venisse costituito  un groppo di vigilanza con Asl, tecnici del Comune, rappresentanti dei genitori e degli insegnanti volto a promuovere iniziative per migliorare il servizio.

Igt e Dop Altre proposte riguarderanno la fornitura di piatti in ceramica e lavastoviglie in ogni scuola, colazione con la frutta a metà mattina, prodotti biologici, prodotti Igt e Dop del nostro territorio e comunque nel rispetto di una filiera corta. «Proporremo inoltre – scrivono – di inserire nel prossimo bando, come in altre realtà è già stato fatto, un tetto agli utili per  la ditta che avrà in gestione la refezione scolastica, in linea con gli indici di settore, con l’intenzione di accantonare il surplus per le spese di adeguamento delle cucine delle scuole che attualmente hanno il trasportato in modo da ricondurle nel tempo alla cucina in loco».

Palazzo Spada L’intenzione dell’amministrazione comunale, a riguardo, è quella di «coniugare buoni standard di qualità con l’improrogabile riduzione della spesa complessiva per l’ente». Secondo quanto si apprende dai dati contenuti nella relazione elaborata dagli uffici tecnici del Comune, «il costo totale della refezione scolastica ammonta a poco più di 3 milioni, di cui 1.801.000 euro per la modalità indiretta (in loco e trasportato) e 1.237.000 per la modalità diretta (comprensiva delle spese di derrate alimentari, personale dipendente quindi cuoche ed amministrativi ed ausiliari esterni, oltre alle utenze. Le entrate, di contro, ammontano a 1 milione e 159 mila euro tra rette, contributi statali e contributo comunitario.

Piacenti e Malafoglia «Al momento – confermano D’Ubaldi e Malafoglia – il Comune, quindi i cittadini nella loro interezza, coprono sulle mense uno sbilancio di un milione e mezzo di euro, ci sono pasti che costano, in alcune realtà scolastiche, cifre esorbitanti una situazione non omogenea che vede trattamenti diversificati tra un istituto scolastico e l’altro. Siamo al lavoro, insieme a tutti coloro che sono pronti al confronto, per un modello di refezione scolastica che sia rispettoso dei diritti dei bambini, incentrato sulla qualità, sul rispetto delle risorse sia alimentari che finanziarie. Esprimiamo – concludono – solidarietà a tutti coloro che sono stati oggetto di contestazioni immotivate, l’amministrazione comunale dal canto suo non si lascia intimidire da atteggiamenti prevaricatori, non ferma in lavoro in corso e non arresta la partecipazione nel rispetto dei tanti cittadini che stanno dando un contributo fattivo di idee».

Lega Nord scettica Nel pomeriggio di martedì sul caso mense è intervenuta anche la Lega Nord di Terni «auspicando che il parziale cambio di direzione compiuto dalla giunta non sia solo un’operazione di facciata, quanto piuttosto il primo passo di un percorso condiviso tra le forze politiche e tutti i soggetti coinvolti al fine di salvaguardare la qualità del cibo e la salute dei bambini. Con moderata soddisfazione prendiamo atto della decisione di mantenere le cucina “in loco” poiché è una scelta che si pone in linea con quanto da sempre affermato dalla Lega Nord Terni. Una scelta che, però, pare lecito ritenere sia frutto non di buonsenso, ma della paura di perdere una buona fetta di consenso, viste le proteste che hanno accompagnato l’indirizzo originariamente adottato. Ci piacerebbe affermare che gli interessi della collettività di cui si sono rese portavoce anche le forze responsabili dell’opposizione, abbiano avuto il sopravvento su preannunciate logiche volte non alla tutela del bene comune, ma di interessi privati. Purtroppo non è così. Tra le righe delle recenti esternazioni della giunta si intravede la possibilità di favorire ancora una volta la logica economica e clientelare, perseguita attraverso future concessioni e privatizzazioni che porteranno inesorabilmente a una svendita del servizio mensa. Per questo la Lega Nord confida nel superamento della delibera di febbraio 2016 e nella riapertura di un confronto costruttivo e partecipato con tutte le forze in campo».

Forza Italia soddisfatta «Alla fine la matassa è stata sciolta: il comune di Terni ha garantito il mantenimento delle cucine scolastiche, oltre a dare la propria disponibilità nel prevedere un appalto europeo». Lo scrivono, in una propria nota i consiglieri del gruppo di Forza Italia Stefano fatale e Federico Brizi. «Se tale risultato è stato raggiunto – si legge ancora nella nota – gran parte del merito è indubbiamente di Forza Italia che ha saputo, per l’ennesima volta, mettere in campo ampie doti diplomatiche e politiche. Infatti, grazie alle capacità di dialogo, di mediazione, e in virtù del saper coniugare le differenti sensibilità in campo, il gruppo consiliare, coadiuvato dall’intero coordinamento comunale, ha elaborato un particolare atto d’indirizzo fondamentale per porre in accordo le differenti categorie sociali, come il sindacato della Uil e le associazioni dei genitori. Un lavoro certosino ma che ha dato indubbiamente i suoi frutti. E questo lo vogliamo sottolineare anche per rispondere ad alcune forze di opposizione – leggasi M5S – che non solo intraprendono ogni azione politica con la stessa grazia che può avere un elefante in cristalleria – e con esiti, per giunta, sempre assai deficitari – ma hanno anche l’impudenza di tacciare il nostro partito come inciucista e sodale del potere progressista ternano. Noi – concludono Brizi e Fatale – ci impegniamo costantemente a combattere una malsana visione della società e a tentare di trovare soluzioni pragmatiche e reali. Come in questo caso. Altri invece non crediamo siano ancora in grado di comprendere la differenza tra uno strale e una proposta davvero funzionale per il bene pubblico».

Twitter @martarosati28

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