di Eleonora Rosati
Il tema non è nuovo, anzi. Ma il fatto che sia stato, a più riprese, discusso ed affrontato senza che si sia arrivati ad soluzione definitiva, lo rende ancora più inquietante. Il verde pubblico cittadino (e per verde pubblico non si intendono solo parchi e giardini, ma anche siepi e riquadri stradali) continua a vivere in uno stato di palese abbandono, e zone come quella intorno all’ospedale santa Maria, via Lungonera Savoia, via della Rinascita, ne sono la chiara dimostrazione.
Incuria e delibere Erba che cresce senza limite, aiuole selvagge, siepi inaridite, laghetti sporchi, immondizia, panchine di cui resta solo lo scheletro. La delibera comunale, risalente allo scorso febbraio, assegna la manutenzione del verde pubblico a tre diversi appalti (taglio dell’erba, potatura siepi e pulizia dei riquadri stradali, gestione impianti irrigui e pulizia dei laghetti) «e sarà vigente fino a dicembre 2013. Dal gennaio 2014 verrà presentato il nuovo bando di gara, aderente al regolamento europeo e al piano regolatore sociale, che prevede l’inclusione di lavoratori disabili», spiega l’assessore Luigi Bencivenga, che prosegue: «Ci sono zone, come quella dei giardini che costeggiano il fiume Nera, per le quali il problema non è la manutenzione, ma la riprogettazione totale. Sono parchi vecchi da rifare completamente. Per quanto riguarda la gestione e la pulizia delle altre zone, è la direzione comunale che se ne occupa, e che decide quando e dove intervenire».
Gestione lacunosa Spetta dunque alla direzione gestione e manutenzione patrimonio immobiliare del comune segnalare alle ditte e alle cooperative che hanno ottenuto gli appalti i casi in cui c’è bisogno di intervento, e la situazione odierna è di totale provvisorietà. L’ingegner Renato Pierdonati puntualizza: «Stiamo aspettando la valutazione del bilancio comunale per avere un’idea chiara di quanti sono i fondi effettivi destinati alla manutenzione del verde pubblico. Fino ad allora, si va avanti con una gestione provvisoria e frammentaria. La pulizia generale, ad esempio, spetta ad una piccola cooperativa, mentre l’Asm ha il micro incarico dello svuotamento dei cestini; per la gestione degli impianti irrigui invece, si è deciso un piccolo appalto che però è partito solo ad agosto e con netto ritardo». Ritardo che starebbe a spiegare lo stato di incuria di siepi e aiuole, secche ed abbandonate.
Poche speranze La situazione di incertezza e frammentarietà della gestione però sembra dover perdurare, almeno per parecchi mesi. «Il nuovo bando di gara per la manutenzione del verde cittadino durerà 6 mesi, e non si può dunque pretendere di cambiare le cose per l’inizio del nuovo anno», continua Pierdonati. «Si andrà avanti in via provvisoria come stiamo facendo ora, secondo stanziamenti per dodicesimi, che prevedono una spesa equivalente ad un dodicesimo dell’anno precedente. Con un’esiguità di fondi come quella odierna, per forza di cose, non si riesce a garantire una totale efficienza nella manutenzione delle aree verdi. Si cerca di intervenire ovunque e con tempismo, ma ciò non è sempre possibile». E si vede.
