di Marco Torricelli
Il direttore generale dell’Arpa, Svedo Picioni, lo aveva detto chiaramente: «Delle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria a Terni, l’unica che era dotata dei sistemi di rilevazione più moderni era quella de Le Grazie, mentre le altre, stante una tecnologia meno moderna, offrivano misurazioni meno attendibili». Cioè indicavano valori più bassi anche del 20-30% rispetto al reale inquinamento dell’aria della conca.
L’impennata Forse non è un caso, quindi, se l’entrata in servizio della nuova rete di monitoraggio – presentata lunedì scorso – ha subito corrisposto ad un’impennata dei livelli di Pm10 registrati. E così, dopo due settimane di sospensione, lunedì e martedì a Terni tornerà in vigore l’ordinanza che impone la circolazione a targhe alterne: lunedì circoleranno le dispari e martedì le pari.
Misure urgenti Di meglio, per ora, pare non ci sia, anche se sull’inquinamento, gli effetti dell’ordinanza che impone il traffico a targhe alterne per due giorni a settimana, ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, «sono pari a zero». Mentre si dovrà porre mano, e in fretta, a misure più incisive: ridurre drasticamente il traffico, soprattutto quello pesante, che circola in città, responsabile per un 25% dell’inquinamento; organizzare un efficiente servizio di pulizia e lavaggio delle strade, il 27% delle polveri si sollevano proprio da queste; imporre alle aziende, responsabili per un altro 27%, le opportune misure di abbattimento.
