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La consegna degli strumenti

di Francesca Torricelli

La prima cosa che ti viene da dire guardandoli è: «Speriamo non servano mai», anche se purtroppo sai che non sarà così. Lunedì mattina, al reparto di pediatria dell’ospedale di Terni, l’associazione ‘Amici di Max’ ha consegnato un defibrillatore pediatrico, un monitor per il monitoraggio post operatorio e il relativo carrello di supporto attrezzato per le emergenze pediatriche.

La donazione Questi macchinari sono il risultato «di un pranzo di beneficenza – spiega Simona Ratini, coordinatrice dell’associazione – organizzato lo scorso dicembre, per la raccolta fondi». Grazie alla «numerosa partecipazione a quell’evento è stato possibile tutto questo e noi non finiremo mai di essere riconoscenti a tutti coloro che anche in minima parte, sostengono le nostre iniziative di beneficenza, come i ragazzi della Ternana calcio che hanno dato un grande contributo e spesso sono in visita al reparto». Oggi è «un giorno molto importante, abbiamo avuto la possibilità di fare un grande passo, di sicuro non ci fermeremo qui, c’è troppo da fare per chi è meno fortunato di noi. Questo è quello che avrebbe voluto Max».

Il medico «È veramente una giornata speciale», racconta il dottor Giovanni Miconi, pediatra specialista. «Devo ammettere che ogni giorno, nel reparto, ci sono tanti tipi di volontariato, come ad esempio le iniziative dell’associazione ‘I pagliacci’, o la ‘Porta magica’, la stanza attrezzata fuori dal reparto di pediatria, dove i bambini possono leggere e giocare e dove, alcuni insegnanti volontari, tengono piccole lezioni. Ma quello di oggi è un momento importante. Avere la possibilità di disporre di due macchinari così importanti, ci caratterizza come unico centro regionale. Potremo così monitorare i bambini, nelle fasi successive agli interventi, direttamente nelle camere del reparto, piuttosto che tenerli in terapia intensiva, che non è un posto così piacevole per loro. Il monitor, come il defibrillatore comunque saranno a disposizione di tutti i reparti del piano, perché possono essere utilizzati anche dagli adulti».

Max Per tutti era normale chiamarlo così, ma si chiamava Massimiliano Di Pietro ed una malattia crudele se lo è portato via troppo presto, nel 2008. Era molto conosciuto, in città, perché gestiva un locale frequentatissimo nella ‘via della movida’, ma soprattutto per la straordinaria umanità che lo caratterizzava. I clienti del locale, gli ‘Amici di Max’ appunto, hanno deciso che quelle sue eccezionali qualità non dovevano andare disperse. E quello che fanno dimostra che è possibile.