di Fra. Tor.
Tutto pronto per l’appuntamento di primavera per eccellenza della tradizione ternana, il ‘Cantamaggio’. Dalle 21 di mercoledì il centro di Terni – meteo permettendo – sarà di nuovo attraversato dai carri allegorici, allestiti dai gruppi di maggiaioli in competizione tra di loro, che sfileranno tra le consuete ali di folla.
Cinque ‘carri in gara Anche in questa edizione saranno cinque i carri in gara: il gruppo Polymer-Pallotta-Sabbione presenterà il carro ‘L’alba del nuovo giorno’; la nuova compagnia teatro città di Terni ‘Promessa de maggiu’; il gruppo Arci Fiaiola-Collescipoli ‘Lu regalu de maggiu’; i giovani maggiaioli arronesi ‘Forza e coraggio che sarà un buon maggio’; il gruppo ‘Lu riu’ e ‘lu riacciu’, infine, con ‘Che succede sull’aia-quarant’anni dopo’.
Due percorsi La prima parte del tracciato della sfilata dei carri allegorici sarà differenziata, con partenze da via della Bardesca e da via Battisti. Da piazza Tacito, poi, percorso unico: corso Tacito, piazza della Repubblica, piazza Europa, corso del Popolo, obelisco di Pomodoro, di nuovo corso del Popolo in senso opposto e conclusione in piazza Ridolfi, dove sarà allestito il palco centrale. Le premiazioni e la consegna del ‘Panno del maggio’ si terranno al termine della sfilata.
La giuria Saranno 15 i giurati a cui spetterà il compito di stabilire a chi assegnare l’ambito riconoscimento: Cinque esperti, cinque giornalisti e 5 cinque giudici popolari – spiega Omero Ferranti, presidente dell’ente Cantamaggio – scelti ad estrazione tra le varie candidature ricevute in questi giorni».
La tradizione L’origine del ‘Cantamaggio’ viene fatta risalire alla notte del 30 aprile 1896, quando una comitiva di amici capitanata dal poeta Furio Miselli si avviò per le campagne dicendosi decisa a rifondare le antiche usanze. Portavano un ramo fiorito ornato di lanterne, un maggio luminoso da piantare nell’aia dei casolari presso i quali si sarebbero fermati a cantare. Con gli anni le comitive dei maggiaioli si moltiplicarono. Prima utilizzando dei carretti, poi su carri più grandi che dalle campagne si spostavano in città.Poi i ‘carri di maggio’ presero a competere tra loro in bellezza e con il progresso sono diventati sempre più sofisticati.
