di F.T.
Il tempo passa, ma il contributo affitti per le persone in difficoltà – a partire dai 505 mila euro relativi al 2010 – non è ancora arrivato. I soldi ci sono da tempo: messi a disposizione dalla Regione, sono stati vincolati dal comune di Terni «per rispettare il patto di stabilità, in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione», aveva spiegato una dirigente di palazzo Spada a Umbria24. L’ok della giunta al documento potrebbe arrivare nei prossimi giorni, quello del consiglio è atteso per fine settembre. Intanto Rifondazione comunista torna sulla questione e attacca.
«Basta attese» «A più di due anni dal bando, incredibilmente non si è ancora proceduto all’erogazione effettiva dei contributi. Anche le nostre sollecitazioni – spiegano dalla sede ternana di Rifondazione – non sono valse a nulla. Non si possono tollerare altri rinvii, lungaggini burocratiche che esasperano ancora di più le persone in difficoltà che da più di due anni attendono ciò che gli spetta».
L’analisi Molti non ce la fanno più, e allora i contributi – come quello per gli affitti – diventano decisivi per ‘tirare avanti’: «le domande per il contributo affitti sono in continuo aumento anche a Terni – affermano dal partito -. Il numero dei pasti offerti dalla Caritas testimonia come anche a Terni, molte persone non riescono più a garantire alle proprie famiglie standard di vita dignitosi. Una situazione rispetto alla quale è necessario fornire le risposte in tempi celeri a tante persone, oggi schiacciate dalla burocrazia e dall’indifferenza».
L’assessore al bilancio Libero Paci conferma che «per l’erogazione dei fondi bisognerà attendere l’approvazione del bilancio preventivo. La giunta – spiega – si esprimerà entro la fine di agosto, mentre per il passaggio in consiglio il termine ultimo è quello del 30 settembre. Scontiamo le incertezze a livello nazionale relative all’Imu, ai trasferimenti dallo Stato e alla spending review. I dati non ci sono stati ancora comunicati e i nostri uffici sono costretti a lavorare su stime. Dopo l’approvazione, il rischio è quello di doverci rimettere le mani prima della fine dell’anno».
