di Re.Te.
Ormai è guerra aperta. Tra il sindacato Fp Cgil e la cooperativa sociale Aidas: «Nessun incontro è stato definito – attacca Vanda Scarpelli, segretario regionale del sindacato – su modalità e tempo di pagamento dei salari, né rispetto ai licenziamenti illegittimi compiuti circa un anno fa». E siccome sono passati i dieci giorni che il sindacato aveva concesso per ricevere risposte, prima di dare il via «alle necessarie azioni vertenziali e legali nei confronti della cooperativa», adesso passerà alle vie di fatto.
Il silenzio Ad oggi, inoltre, chiarisce la sindacalista «non si è avuto alcun riscontro formale neanche da parte degli Enti appaltanti (la cooperativa lavora in convenzione con Asl2, Inps e Comune di Terni; ndr) se si esclude l’impegno della direzione generale della Asl2 a verificare nel dettaglio la situazione». Scarpelli parla di «silenzio assordante e una situazione insopportabile per la maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori che da oltre nove mesi sono senza stipendio, mentre, sappiamo, che altri colleghi e altre colleghe vengono retribuiti in maniera assolutamente arbitraria da parte dell’azienda».
Le richieste La Fp Cgil, quindi, «Rinnova la denuncia e la richiesta di verifiche da parte degli enti pubblici sul rispetto delle norme contrattuali, che è una delle clausole più significative nelle gare d’appalto», ma non solo. «Chiediamo al presidente del Tribunale di Terni di rimuovere con urgenza tutti gli impedimenti che ad oggi bloccano l’esecuzione dei decreti ingiuntivi fatti almeno da 59 socie e soci, così da rendere esigibili le rate stipendiali non riscosse». Dopo il primo attacco che alla cooperativa era stato portato dalla Cgil, la cooperativa aveva replicato affermando che la richiesta di un incontro spettasse al sindacato.
L’iniziativa Lunedì 17 giugno, conclude Vanda Scarpelli, «le lavoratrici e i lavoratori della cooperativa, insieme alla Fp-Cgil, daranno vita, nei pressi della sede aziendale, ad un’iniziativa di informazione nei confronti della cittadinanza, per riportare trasparenza e legalità in questa complicata vicenda e per garantire il diritto al salario e al lavoro a chi è stato illegittimamente licenziato».
