Marco Cecconi (F.d'I.)

di M.R.

Alla vigilia del prossimo consiglio comunale, e alla luce della brillante operazione di polizia che ha permesso di assicurare alla giustizia una pericolosa banda di albanesi, Marco Cecconi di FdI-An, accende i riflettori sul tema della sicurezza e non è l’unico.

Indagine Sole 24Ore «Alla fine dello scorso novembre – scrive Cecconi – il quotidiano nazionale di economia aveva già messo in evidenza il crollo di Terni nella graduatoria delle città italiane più vivibili. La Conca – fa notare il consigliere – aveva già peso 23 posizioni rispetto alla classifica nazionale dell’anno precedente e compariva tra i peggiori 20 centri urbani dello Stivale in termini di furti». Nel comunicato Cecconi si definisce stupito dell’affannosa operosità dell’amministrazione comunale nel diffondere quello che lui stesso definisce «Il falso teorema di ‘Terni città sicura’».

 La tesi «Come nel caso della qualità dell’ambiente, – si legge ancora nella nota del rappresentante di FdI – si tratta di una vera e propria emergenza, ma da parte dell’Amministrazione comunale entrambi i temi sono sempre stati avvolti nelle nebbie del negazionismo». Secondo quanto si apprende dal consigliere Cecconi, il Comune avrebbe annunciato per la prossima settimana la stipula in Prefettura di un ‘patto interistituzionale’ dai contenuti niente affatto identificati. Sulla scia di questa notizia, lo stesso Cecconi rivendica il merito di essere stato lungimirante.

Il comunicato «Ricordiamo quello che noi abbiamo proposto due mesi fa in un atto di indirizzo che compare all’ordine del giorno del consiglio di lunedì – scrive Cecconi -, ovvero attivare al più presto un tavolo tecnico con la Prefettura, le Forze dell’ordine, le Associazioni di categoria; affidare a tale tavolo tecnico il compito di mettere in cantiere tutte le misure ordinarie e straordinarie necessarie ad affrontare in termini adeguati l’emergenza-sicurezza; mettere mano con tempestività al necessario potenziamento delle risorse umane e strumentali del corpo di polizia municipale, e riferire al Consiglio sugli esiti di quanti interventi, entro un mese dall’istituzione del tavolo».

L’attesa «Finora, – si legge a margine della nota – il tutto è rimasto senza risposta. E quello che ci auguriamo, arrivati a questo punto, è che per mettere mano in concreto a queste prime indispensabili misure non si debba attendere la prossima retata o che, comunque, i buoi siano di nuovo scappati dalla stalla». ‘A buon intenditor poche parole… e qualche metafora’.

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