A volte le sinergie nascono per caso. Due giovani genitori – il cui figlioletto sta lottando contro una patologia grave – con una passione comune; un club, il ‘Rocca rossoverde’, di tifosi della Ternana; il Distretto integrato turistico (Ditt) e un assessore che capisce al volo. Ed è un successo.
La convention Tanto che la prima edizione della ‘Terni tattoo convention’ – «noi preferiamo pensarla come l’edizione ‘zero’, visto il pochissimo tempo che abbiamo avuto a disposizione per organizzarla», dice Debora La Spina, del Ditt – è andata decisamente al di là delle aspettative.
Il movimento Tanto che le ex officine Bosco hanno fatto ‘il pieno’: poco meno di tremila presenze in due giorni «e una cosa interessante, in prospettiva – dice ancora Debora la Spina – è che si sono venduti anche dei pernottamenti in albergo, cosa che ci induce a pensare ad edizioni future più strutturate». Mentre l’assessore Renato Bartolini, che a ‘Terni tattoo convention’ ha creduto subito, conferma la volontà di replicare.
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L’idea A questa prima edizione della kermesse dedicata ai tatuaggi hanno preso parte 35 tatuatori che si sono messi a disposizione di appassionati e semplici curiosi, per illustrare le tecniche utilizzate e metterle in pratica a scopo benefico. Il tutto nato dalla proposta di Sara Li Gobbi e Riccardo Astolfi, i due giovani genitori ternani il cui figlio di un anno e mezzo, a soli due mesi di vita, è stato colpito dalla ‘sindrome dell’intestino corto’ che lo ha costretto ad un’alimentazione artificiale, tramite vena.
Le finalità Come lui purtroppo, molti altri piccoli vivono questo dramma, perché chirurgicamente, ad oggi, le possibilità sono poche. Per questo motivo un’équipe di chirurghi dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, coordinata dalla dottoressa Antonella Diamanti, sta portando avanti una ricerca mirata. E tutti i fondi raccolti sabato e domenica scorsi saranno destinati a quella.
