di Massimo Colonna
«Parere favorevole sulla variazione di assestamento generale del bilancio di previsione, fermo restando le prescrizioni sopra riportate». E’ in sintesi il concetto espresso dal collegio dei revisori dei conti che hanno analizzato la manovra di assestamento di bilancio presentata dalla giunta di Girolamo in vista della discussione in consiglio comunale che dovrà avvenire entro il 30 novembre e calendarizzata in prima battuta martedì pomeriggio.
Il caso Telecom A pesare, secondo il parere dei revisori, è il caso Telecom. «Le prescrizioni sopra riportate» infatti, come si legge nel documento, riguardano proprio i 5 milioni e mezzo di euro che il Comune ha messo in bilancio su cui però l’azienda di telefonia ha presentato ricorso alla Commissione tributaria. Stamattina intanto è in programma una nuova seduta della terza commissione, che voterà il documento per passarlo poi al parere del consiglio. E intanto sulla vicenda intervengono anche i consiglieri del Movimento Cinque Stelle che chiedono come mai alcuni assessori non hanno aderito al taglio delle proprie indennità «causando così un aumento di spese di 15 mila euro».
Il parere dei revisori Il parere dei revisori dei conti (Paola Grasselli, Ida Calzini e Stefano Baldoni) sta in un documento di due pagine che parte dall’attestazione per cui le variazioni apportate «non modificano l’equilibrio generale del bilancio 2015, così come attestato dalla delibera di giunta». Il tutto nel pieno rispetto del Patto di Stabilità. Il documento rileva poi che «la variazione di bilancio non viene modificata per la previsione di entrata relativa alla Tassa di Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche». In sostanza la giunta Di Girolamo, passando dalla previsione di bilancio all’assestamento, ha mantenuto tra i fondi in entrata i 5 milioni e mezzo di euro da incassare da Telecom per il progetto Socrate.
Dubbia esigibilità Per i revisori dei conti resta anche inalterata «la previsione dello stanziamento del fondo crediti di dubbia esigibilità» e anche la «previsione dello stanziamento del fondo partecipate e del fondo rischi da contenziosi legali». In sostanza, le aspettative della giunta sul caso Telecom, da un documento all’altro, non sono affatto cambiate, nonostante la presa di posizione dell’azienda che ha presentato ricorso alla Commissione tributaria provinciale dimostrando, a proprio dire, di non dover nulla di più al Comune per la Tosap di quel progetto.
La prescrizione Il documento poi entra nel merito delle prescrizioni. Il collegio esprime «la necessità di non procedere ad impegni di spesa corrente in misura almeno equivalente all’ammontare dell’entrata riferita alla Tosap non accertabile secondo le regole dettate dal principio contabile del decreto legge 118/2011 al fine di garantire l’effettiva conservazione degli equilibri di bilancio». Questa in sostanza la raccomandazione principale dei tecnici alla giunta: che non si spenda la cifra equivalente alla Tosap. Proprio perché c’è in ballo la questione legale.
Il giudizio finale Nel parere conclusivo i revisori dei conti esprimono «parre favorevole fermo restando le prescrizioni sopra riportate (le altre sono di carattere tecnico, ndr)». Quindi un sì, ma con riserva. Martedì mattina la vicenda passerà in terza commissione per il voto, per approdare nel pomeriggio al consiglio comunale per il parere dei consiglieri.
Transazione da 3.5 milioni Lunedì mattina si è discusso della questione in commissione: da una parte i tecnici del Comune sono certi che la riscossione della Tosap sia fattibile. Ma diversi consiglieri esprimono dubbi. Di concreto c’è che manca una giurisdizione sul caso e che in Italia è la prima volta che l’azienda entra ‘in causa’ con un’amministrazione comunale per fatti del genere. La questione dunque è complessa anche a livello giuridico.
Accordo con Telecom Nei giorni scorsi l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi ha spiegato che la giunta considera anche l’ipotesi di accordo con Telecom. Una transazione che andrebbe al di là del contenzioso legale. Da quanto si apprende, il Comune avrebbe ipotizzato una cifra non inferiore ai 3 milioni e mezzo di euro. Meno di quello non sarebbe un accordo conveniente per le casse comunali. Resta da vedere il comportamento dell’azienda che finora ha soltanto presentato ricorso contro la richiesta di 5 milioni e mezzo di euro.
Il Movimento Cinque Stelle Intanto il Movimento Cinque Stelle, tramite una nota a firma del gruppo consigliare, punta l’attenzione su un passaggio dell’assestamento. «E’ stato inserito un ulteriore aumento di 15 mila euro rispetto allo stanziamento fatto nel bilancio di previsione alla voce ‘oneri previdenziali ed assicurativi giunta’. L’assessore D’Ubaldi in terza commissione ha affermato che l’ulteriore stanziamento di tali risorse è risultato necessario a causa del fatto che non tutti gli assessori hanno proceduto al taglio del 10 per cento delle proprie indennità». Per i grillini, che vorrebbero destinare quella somma alle operazioni di primo soccorso, il caso riguarda il vicesindaco Francesca Malafoglia e gli assessori Emilio Giacchetti, Stefano Bucari e Giorgio Armillei.
La replica «Sì è vero – spiega l’assessore Armillei – ho rinunciato al taglio. Quello del sindaco non era un provvedimento a scatola chiusa, ma ognuno poteva scegliere a propria coscienza se rinunciare o meno. Per quanto mi riguarda, ho deciso di mantenere la mia indennità perché quando viaggio o mi sposto per motivi di lavoro ho delle spese che ritengo di poter ricoprire con l’indennità».
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