La protesta degli studenti di Terni (Foto U24)

di Fabio Toni

Protesta degli studenti di medicina e chirurgia del polo didattico di Terni. Nel mirino, il grave ritardo nell’apertura della nuova sede di facoltà, costata 15 milioni di euro. Una mobilitazione unitaria che proseguirà «fino a quando la struttura non verrà aperta».

Locali inadeguati «L’attesa eterna della nuova sede di medicina va avanti e intanto seguiamo le lezioni in un edificio inadeguato, con servizi igienici contati e insufficienti – afferma uno studente – In biblioteca sono anche caduti i calcinacci. L’ultimo impegno assunto, era di aprire la nuova facoltà entro febbraio. Ora già si parla di un rinvio al prossimo anno accademico. Se così fosse, sarebbero ben quattro gli anni di inattività della nuova sede». Colpa dell’inefficienza e delle promesse cadute nel vuoto, a cui gli studenti hanno deciso di rispondere con una mobilitazione no-stop.

Fino a che sarà necessario Il problema accomuna gli studenti di medicina e quelli di scienze infermieristiche, con quest’ultimi costretti a seguire nove corsi in sei aule. Orari di lezione insostenibili dovuti alla carenza di spazi, per una situazione che è di fatto insostenibile. «Il nostro appello è rivolto alle istituzioni e all’università. La nostra mobilitazione non terminerà con le promesse, che non hanno più valore, ma solo con la soluzione definita ai problemi degli studenti ternani. La qualità didattica è elevata: abbiamo bisogno di una struttura all’altezza e non di un monumento allo spreco».

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