di Massimo Colonna
«Anche la prima candidatura a patrimonio Unesco era incentrata esclusivamente sulla cascata delle Marmore, ma poi qualcosa cambiò e i progetti da presentare al ministero da uno diventarono due». A fare luce sul percorso amministrativo che all’inizio degli anni Duemila tentò di lanciare la cascata all’attenzione mondiale è Alberto Pileri, in quegli anni assessore al Turismo della giunta del sindaco Paolo Raffaelli e tra i primi firmatari della candidatura.
Spunta il dossier Un percorso che oggi, ad oltre dieci anni di distanza, l’amministrazione Di Girolamo sta cercando di riportare in vita. In particolare l’ex assessorePileri, oggi in GreenAsm, punta l’attenzione sul primo dossier presentato in quella occasione da palazzo Spada. «Oggi qualcuno sostiene comprendesse sia la cascata della Marmore sia le Marcite di Norcia (un sistema di coltura del Monachesimo, ndr), ma non è vero». L’ex assessore parla documenti alla mano. “Ecco il nostro dossier originale”.
Le date La data è del 30 ottobre 2002, lettera firmata Pileri diretta al ministero dei Beni e le attività culturali. Il titolo del progetto è: ‘Candidatura Cascata delle Marmore per il riconoscimento come patrimonio mondiale dell’Unesco’. «Un lavoro – si legge nel testo – che nasce da iniziativa congiunta di Comune di Terni e Provincia di Terni», presieduta in quegli anni da Andrea Cavicchioli.
Niente Marcite «La candidatura della cascata al fine del suo inserimento nella lista propositiva relativamente al patrimonio mondiale dell’Unesco…»: nel testo insomma non si fa mai menzione del sistema delle Marcite. Tutto cambia invece il 19 marzo 2003: «Quel giorno dal ministero arriva una lettera in cui veniamo a conoscenza che le due proposte sono state unificate, senza che nessuno ci abbia mai prima detto nulla in proposito».
La valutazione Icomos Nel testo infatti si legge che «questo gruppo di lavoro ritiene di poter avanzare la candidatura di un unico sito che nella lista è stato indicato con il titolo di ‘Valnerina, luoghi del Monachesimo e antiche bonifiche idrogeologiche’, nel quale fare confluire le due proposte indicate». A quel punto il Comune decide di proseguire lo stesso. Arriva poi la decisione dell’Icomos, l’agenzia valutatrice per conto dell’Unesco che, nel testo raccomanda «che l’esame dell’iscrizione della Valnerina e della Cascata delle Marmore sia differita e di riconsiderare i confini del bene».
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