La sede di Asm (foto F. Troccoli)

Totale contrarietà a qualsiasi percorso volto alla privatizzazione di Asm e delle altre partecipate, e disappunto per non aver preso parte al percorso di riassetto. Questa in sintesi la posizione dei sindacati dopo la seduta fiume del consiglio comunale di giovedì che ha stabilito il nuovo piano del Comune per le aziende controllate.

Delibera di fuoco «Le organizzazioni sindacali – scrivono in una nota Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil – nel contestare il metodo fin qui adottato che conseguentemente ha portato al mancato coinvolgimento delle parti sociali su temi così sensibili sia per i lavoratori che per i cittadini dell’intera provincia di Terni, dichiarano, insieme alle Rsu, la propria totale contrarietà a qualsiasi  percorso volto alla  privatizzazione di quote anche minoritarie di Asm Spa (comprese le controllate), sottolineando la stabilità dell’azienda che negli ultimi cinque anni ha sempre chiuso i bilanci in attivo e ribadendo le potenzialità della società anche in un’ottica regionale di gestione dei servizi».

Miriade di interventi «Durante il consiglio comunale – prosegue la nota – si sono succeduti una miriade di interventi di vari consiglieri, alcuni dei quali hanno manifestato contrarietà su dei punti della delibera, condividendo la posizione delle organizzazioni sindacali, richiedendone anche lo stralcio. La lunga e sofferta discussione ha comunque portato alla votazione favorevole dell’atto e di due atti d’indirizzo, nel quale si propone d’impegnare il sindaco a presentare in consiglio, entro maggio, i piani strategici di tutte le partecipate, e inoltre di attivare un percorso di confronto con il consiglio comunale per analizzare i piani strategici di ogni società».

Quota di maggioranza «All’interno dell’ultimo atto di indirizzo – spiegano i rappresentanti dei lavoratori – si parla dell’imprescindibilità della permanenza della maggioranza delle quote in capo al Comune con garanzie per la governance. Le organizzazioni sindacali hanno già vissuto situazioni analoghe a quelle deliberate e hanno sempre sottolineato la non condivisione di percorsi volti alla privatizzazione, che hanno generato oltre ad uno stato di sudditanza dei soggetti pubblici rispetto al privato, anche e sopratutto un forte aumento tariffario per i cittadini. Nel ribadire la ferma convinzione di quanto sopra espresso, ci attiveremo affinché non venga calpestata la dignità e la professionalità dei lavoratori».

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