Il popolo scende in piazza per difendere la pace e la diplomazia, contro ogni mezzo di oppressione. Contro l’invio di armi in Ucraina, un corteo di manifestanti si è riunito venerdì in piazza del Popolo. «Crediamo che non ci sia nessuna guerra da vincere – ha detto Claudio Cipolla, segretario generale della Cgil di Terni -, chiediamo che a vincere sia la pace. L’Unione europea deve agire ribadendo con forza il principio dell’inviolabilità delle frontiere».
La manifestazione L’iniziativa è stata promossa da rete delle associazioni per la pace e sindacati e appoggiata dai gruppi di opposizione a Palazzo Spada per lottare affinché riprenda la diplomazia e cessi l’uso delle armi sul territorio ucraino. Appuntamenti simili si terranno sul territorio dell’intera penisola italica e la provincia di Terni ha fatto la sua parte. «Abbiamo aderito alle piazze che in questi giorni si oppongono alla guerra, domenica ci vediamo a Perugia – fa sapere Giorgio Tropeoli, membro di ‘Una Regione per Restare’ – perché combattendo ogni giorno per il diritto dei giovani a restare in Italia, riteniamo che la spesa militare non sia accettabile e che si debba spendere sul Welfare. La pace va costruita con la cooperazione internazionale. Alla ‘marcia per la pace’, prevista per il prossimo aprile, lanceremo un appello studentesco chiedendo che le istituzioni investano nel sociale piuttosto che sulle armi, per costruire davvero la pace in questo Paese». «Tra uccidere e morire c’è una terza via, vivere», dichiara una rappresentante dell’associazione delle donne, riprendendo una celebre frase della nota scrittrice Christa Wolfe. «L’invio di armi non è una risposta utile a costruire la pace – sottolinea Matteo Mengaroni, responsabile dell’organizzazione Uds Terni – è necessario investire nel diritto allo studio per dare dignità alle persone durante una crisi economica dura come quella che stiamo vivendo».
