L'intitolazione della piazza

di M. To.

«A Karol  Wojtyla, forse, avrebbe fatto piacere che il suo nome fosse dato ad una piazza come questa. Non nel centro cittadino, ma a due passi dalla fabbrica che lui, che in gioventù fu operaio, visitò il 19 marzo del 1981». Così, il presidente della circoscrizione Est, Stefano Bolletta, ha aperto la cerimonia con la quale, venerdì mattina, Terni ha intitolato, nel quartiere di Borgo Bovio, la piazza a San Giovanni Paolo II°.

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Il sindaco Nel ricordare la «perseveranza, ammirevole anche per la pazienza mostrata, di chi da tempo si adoperava perché questa intitolazione si potesse fare», il sindaco Di Girolamo ha messo l’accento sulla valenza simbolica del luogo scelto «qui ci sono gli uffici del governo decentrato, ma accanto c’è la chiesa e ci sono le scuole del quartiere – ha detto – quasi a ribadire che questa città vuole tenere sempre insieme valori diversi, ma in forma condivisa».

Il vescovo Monsignor Ernesto Vecchi è arrivato bello carico alla cerimonia: «Il 20 marzo scorso, in occasione del 130° anniversario delle acciaierie, Papa Francesco ha detto, ai 7.500 partecipanti all’udienza speciale, che ‘la storia contemporanea della nostra Chiesa è inseparabilmente legata alla visita di Giovanni Paolo II° alle Acciaierie. Per questo – ha sottolineato il Papa – siete venuti qui insieme: acciaierie, vescovo, comunità diocesana».

Garibaldi Questa intitolazione, ha scandito il vescovo, «non vuole pertanto, creare steccati come un’altra recente intitolazione ha fatto pensare (la targa posta in via XI Febbraio, per ricordare il passaggio di Giuseppe Garibaldi a Terni dopo l’esperienza della Repubblica romana; ndr), ma punta a togliere ogni forma di barriere, perché la verità si faccia strada attraverso la solidarietà, in vista del bene comune».

I ‘grillini’ Ma già che c’era, il vescovo, s’è tolto un altro sasso dalla scarpa: «Papa Francesco – ha infatti proseguito –  ci ha detto che non dobbiamo mai smettere di sperare in un futuro migliore e di non lasciarci intrappolare dal vortice del pessimismo. Perciò Terni non ha bisogno di nostalgie, ma di progettualità condivisa, per convincere le nuove generazioni ad amare la Costituzione ‘fondata sul lavoro’, anche se il lavoro non c’è». E, con uno dei fuori-programma a cui ci ha abituato, ha tuonato: «E senza fare come il Movimento 5 Stelle, che vuole solo sfasciare tutto. Loro, magari, adesso se la prenderanno con me, ma io sono abituato a dire ciò che ho nel cuore».

I segnali La piazza, peraltro, è destinata a svolgere – forse involontariamente – proprio quel ruolo di cerniera a cui il vescovo faceva riferimento, visto che la sede della circoscrizione Est che vi sorge, è destinata ad ospitare le cerimonie per i funerali laici: «Un segnale importante – ha sottolineato l’assessore Marco Malatesta – perché mentre i credenti avranno l’opportunità di ricordare un uomo che ha molto rappresentato per loro, i non credenti potranno finalmente vedere riconosciute le aspettative più volte rappresentate».

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