Il capogruppo in Regione del Movimento Cinque Stelle vuole vederci chiaro sul blocco dei lavori che ha interessato l’ultimo tratto umbro della Terni Rieti, l’importante infrastruttura stradale in fase di completamento tra Umbria e Lazio e che rientra nel tratto più ampio che da Civitavecchia arriva fino ad Avezzano. Lo farà tramite una interrogazione in consiglio regionale.
Il blocco dei lavori «Il tratto laziale dell’opera – scrive Liberati in una nota – è pressoché completato da ben venti anni, con gli ultimi trecento metri al confine Lazio-Umbria finalmente appaltati nelle scorse settimane. La tratta umbra ha invece registrato vicissitudini notevoli, con un cambio di tracciato che, accorciando meritoriamente i lavori a 10 chilometri in tutto, ha originato un unicum mondiale: un’assurda galleria stradale costruita sotto la discarica di scorie siderurgiche Thyssen Krupp, il famigerato tunnel Tescino dalla cui volta precipitavano cromo esavalente e altri metalli pesanti, come il sottoscritto ebbe modo di denunciare pubblicamente all’epoca in qualità di presidente di Italia Nostra, con gravi danni alla salute conclamati per alcuni dipendenti delle società attive nell’appalto e conseguenze per l’ambiente tuttora non calcolabili».
Perché il blocco Al momento i lavori sono in stand by a causa dell’interdittiva che la prefettura di Catania ha assegnato alla Tecnis, la società che sta portando avanti i lavori dopo la vittoria del bando di gara. «Stando a notizia di stampa l’interdittiva – spiega Liberati – sarebbe stata in seguito revocata, ma i lavori restano tuttora bloccati e il cantiere, collocato a un passo dal lago di Piediluco e in zone vincolate di particolare pregio ambientale, appare come un grande immondezzaio, con numerosi mezzi parcheggiati, beni e materiali accatastati e sottoposti alle intemperie, mentre sulle sponde del fiume Velino giacciono da oltre un anno le casseforme del ponte che dovrebbe scavalcarlo. Non è nemmeno noto se i lavoratori abbiano ricevuto stipendi impagati da mesi, come denunciato a fine novembre 2015 dalle organizzazioni sindacali che al riguardo proclamarono lo stato di agitazione».
Le domande Nell’interrogazione il responsabile del Movimento Cinque Stelle chiede «come mai, a fronte di una nota ufficiale con cui Anas annunciava il 6 aprile scorso l’immediata riapertura del cantiere, dopo quattro mesi tutto sia ancora fermo, informando dunque sulla data di effettivo riavvio dei lavori, così come sullo stato di pagamento delle spettanze dei lavoratori e sullo status attuale della persona giuridica dell’appaltatore, dopo le vicende citate in premessa».
