A pochi giorni dalla riaperture delle scuole resta appesa a un filo e avvolta in una cortina di incertezza il futuro dei centri per bambini Casa di Alice e Pollicino che offrono servizi educativi a Terni. Per questo Fp-Cgil chiede a Palazzo Spada un impegno ma soprattutto risposte chiare su cosa ne sarà delle due strutture e delle relative attività che, in alcuni casi, coinvolgono anche i genitori dei piccoli.
Smantellamento dei servizi A diffondere la nota è Silvia Pansolini, della delegazione umbra del sindacato. «Come volevasi dimostrare – scrive – le preoccupazione della Cgil Fp, che da tempo vengono manifestate, si stanno concretizzando sempre più nello smantellamento dei servizi educativi all’infanzia, con annunciate chiusure di sezioni o riduzioni di orari negli asilo nido e nelle scuole materne a gestione comunale . Avevamo ragione a dire che il problema delle mense era sì importante risolverlo, ma fondamentale era garantire prima di tutto lo scopo principale del servizio educativo, ovvero ‘educare’ attraverso le attività didattiche».
Chiusura Casa di Alice e Pollicino Le strutture per cui i sindacati temono, in particolare, sono ancora le due scuole Casa di Alice e Pollicino. «Tali scuole – dice il comunicato – offrono un servizio ritenuto da tempo innovativo e funzionale e rappresentano i primi esempi a livello anche nazionale di diversificazione dell’offerta, nata proprio per soddisfare le richieste delle famiglie che non trovano risposta nei servizi educativi tradizionali. La minaccia di chiusura delle due – continua la Pansolini – coinvolge circa 70 famiglie che ad oggi non hanno ricevuto conferma per presentare o no i propri figli il 14 settembre, giorno di apertura».
«Danno per la città» Per i sindacati, la chiusura delle due scuole rappresenterebbe senza dubbio «un danno per la città, come diminuzione di un servizio che è di vera qualità, ma anche un forte disagio per le famiglie che si vedono costrette, se le scuole non apriranno, a rivolgersi alle strutture private». Nelle due scuole, infatti, come si legge, vengono svolte attività laboratoriali e che consentono di instaurare una relazione significativa tra genitori, insegnati e bambini, «perché anche gli adulti come i bambini sentono l’esigenza di crescere, imparare e chiedono opportunità in cui spazi e tempi siano pensati per loro».
«Dove sono risorse e impegno dell’assessore?» Cgil Fp, dopo i comunicati delle scorse settimane e l’intervento di Anci, richiama quindi il Comune in primis, poi l’assessore competente (Carla Riccardi, ndr) sulla necessità di avere risorse e risposte: «Il Comune – scrivono – fatica a trovare 200 mila euro per garantire un servizio essenziale per i bambini e i genitori della nostra città; l’assessore competente si era impegnata nell’audizione del 31 agosto scorso a trovare le risorse ma ad oggi, a pochi giorni di distanza dall’apertura delle scuole, non si hanno conferme e lo stato di preoccupazione delle insegnanti e dei genitori è fortissimo».
Nuova audizione e nuova assemblea In attesa di risposte, il sindacato ha già richiesto un’altra audizione alla commissione consiliare competente e nel frattempo ha programmato un’assemblea dei lavoratori per la prossima settimana, invitando le famiglie a partecipare per ragionare su forme di protesta atte a bloccare lo smantellamento delle due scuole per l’infanzia, tra cui una probabile visita in consiglio comunale.
«Rivedere priorità e razionalizzare» Infine, Cgil Fp richiama il Comune su priorità e obiettivi, sostenendo la necessità di essere aggiornati sulla la continuità e la garanzia dell’apertura delle strutture Casa di Alice e Pollicino e invitando palazzo Spada ad «assumere scelte politiche di maggiore razionalizzazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie, evitando gli sprechi e puntando solo alla qualità e quantità dei servizi pubblici».
