di Ma. Gi. Pen.
A Terni la popolazione mediamente ha un titolo di studio più elevato sia del resto della regione che della nazionale con oltre il 62% dei residenti che ha almeno un diploma di scuola media superiore. Lato reddito invece, quello medio dei contribuenti ternani si attesta a poco più di 23 mila euro, superando quello provinciale e regionale, ma, nota dolente, le donne guadagnano meno degli uomini e il reddito medio dei giovanissimi è diminuito. Questi alcuni dei dati contenuti nel Documento unico di programmazione 2027-2029 del Comune di Terni adottato nei giorni scorsi con ok della giunta.
Tendenzialmente, a Terni, in linea con la Regione, «sono in crescita il numero di laureati e di chi ha un titolo di studio terziario di primo livello. Hanno una laurea di secondo livello più di 14.500 ternani e rappresentano il 14,4% del totale». La percentuale di stranieri laureati invece è notevolmente inferiore pari al 7,5%. «Sono oltre 8 mila le ternane con un titolo di studio universitario pari al 57,5% del totale dei laureati. Attualmente oltre 3.500 gli iscritti nelle varie università italiane in crescita negli ultimi 10 anni. Nell’a.a. 24/25 i ragazzi ternani che si sono immatricolati all’università sono stati 639 con una leggera prevalenza per le studentesse». Le sedi privilegiate invece sono Perugia e Roma. «I laureati nel corso del 2024 sono stati poco meno di 800 in netta crescita rispetto a 10 anni prima. Anche in questo caso prevalgono le laureate».
Il reddito medio dei contribuenti ternani invece, pur superando «quello provinciale e regionale», è spiegato ancora nel Dup, si mantiene «più basso dei 24.829 euro del dato medio nazionale». La distribuzione dei contribuenti per classe d’età rispecchia la struttura della popolazione infatti «mentre nel 2010 la distribuzione tra le classi era piuttosto uniforme, negli ultimi dati disponibili il 35% dei contribuenti ha oltre 65 anni mentre solo il 27% ha un’età inferiore a 45». Nello stesso periodo però «si assiste ad un aumento dei giovanissimi contribuenti (15-24) ma il loro reddito medio, è diminuito».
Un altro dato da tenere in considerazione, che conferma l’allungarsi delle condizioni di vita attiva e la longevità, «è il confronto tra il reddito medio da pensione, pari a 22.600 euro e il reddito medio della classe 65e+ che invece è pari a oltre 26 mila. Ciò vuol dire che molti degli ultra65enni ancora lavorano ed hanno un guadagno maggiore. Si assiste ad un significativo aumento del reddito medio da lavoro autonomo che è oltre il doppio di quello da lavoro dipendente: reddito da lavoro autonomo €.56.798 in notevole crescita continua, contro il reddito medio da lavoro dipendente €. 20.452 in lieve crescita».
Per quanto riguarda la distribuzione secondo il sesso, «i contribuenti di genere maschile e femminile si equivalgono considerato che sono cresciute negli ultimi 15 anni le contribuenti donne ma, permane evidente la differenza di reddito medio: €.27.886 contro €.18.605». Dai dati Istat sul reddito medio delle famiglie, seppure non presenti a livello comunale ma solo di ripartizione territoriale (centro), «le coppie con almeno un figlio minore presentano un reddito medio di circa 55 mila e 500 euro che sale a 67 nel caso di coppie con figli adulti e scende a 48 mila per le coppie senza figli. Le famiglie
monogenitore con figli minori hanno un reddito medio leggermente superiore al reddito medio procapite mentre i monogenitori con figli adulti hanno un reddito medio quasi doppio rispetto al reddito medio procapite. Facendo un confronto con il dato medio Italia, per le famiglie con figli la situazione è leggermente migliore».
Terni: reddito medio 23 mila euro, ma quello dei giovanissimi è diminuito. Più laureati in città
I dati nel Dup del Comune. Over 65 ancora lavorano e donne guadagnano meno degli uomini. Oltre 62% dei residenti ha almeno un diploma di scuola media
