di Ma. Gi. Pen.

A Terni a inizio 2026, risultano esserci 8.700 imprese attive, numero che dal 2020 si mantiene sostanzialmente stabile. Lato livello occupazionale, le “forze lavoro” e le “non forze lavoro” si bilanciano. Facendo il confronto con cinque anni fa, diminuisce chi cerca occupazione e aumentano gli occupati. In generale, poi, in tutte le classi di età l’occupazione delle donne è molto migliorata e si è notevolmente ridotta la forbice tra le due componenti. Questi alcuni dei dati contenuti nel Documento unico di programmazione 2027-2029 del Comune di Terni adottato nei giorni scorsi con ok della giunta.

Nel dettaglio, per quanto riguarda le imprese, «rispetto al 2024 i dati mostrano un miglioramento in quanto il saldo tra iscrizioni e cancellazioni è pari a -3 contro il -154 del 2024 – si legge nel Dup -. La differenza è dovuta al fatto che sono diminuite le cessazioni: nel 2024 sono cessate 735 imprese mentre nel 2025 il numero delle cessazioni si è ridotto a 564». In città prevalgono le imprese individuali, ma crescono anche le società di capitale. «Il settore in maggiore sofferenza risulta essere, anche nel 2025, quello del commercio seppure, rispetto al 2024 la situazione è migliorata. Sono presenti sul territorio oltre 2.500 imprese attive nell’ambito del commercio». Situazione in peggioramento anche per le imprese agricole che registrano un saldo negativo.

Per quanto riguarda i servizi di alloggio e ristorazione, rispetto al 2024, «il numero delle cessazioni è quasi dimezzato», è spiegato ancora nel documento dell’Ente. Miglioramento della situazione anche per le imprese manifatturiere che «hanno visto aumentare le iscrizioni e diminuire le cessazioni rispetto al 2024». Anche le unità locali presenti sul territorio comunale, «che rappresentano le sedi operative in cui viene effettivamente svolta l’attività sul territorio, confermano un trend positivo: sono 11.240 e rappresentano quasi la metà delle unità locali dell’intera provincia». Rispetto al 2024 poi, «in crescita alcuni settori, tra i quali altri servizi pubblici, sociali e personali ha registrato una crescita del 30%. In aumento costante anche le unità locali che si occupano di informatica, ricerca attività immobiliari e noleggio che hanno superato le 2 mila unità. In aumento anche le unità locali nei settori della sanità e di altri servizi sociali +3,4%. Stabili le unità locali del settore delle costruzioni. Il settore più consistente rimane, anche per le unità locali, quello del commercio con 3.411 unità locali il 58% di quelle dell’intera provincia ma per le unità locali presenti in città si registra una perdita pari al 7,3%, (era stata del 3,4% nel 2024)».

Lato livello occupazionale, a Terni, «se si considera la popolazione di 15 anni e più (circa 95 mila unità), le “forze di lavoro” rappresentate dagli occupati e dalle persone in cerca di occupazione e le “non forze di lavoro”, ovvero gli appartenenti alle categorie di pensionati, studenti, casalinghe o in altra condizione non lavorativa si bilanciano essendo rispettivamente 47.645 e 47.567 (dati censimento 2024)». Poi, continua il Dup, «un dato molto positivo, che si evidenzia facendo il confronto con 5 anni fa, è la diminuzione di chi cerca occupazione e l’aumento degli occupati. Rispetto al 2020, a inizio 2025, seppure la popolazione sia diminuita, ci sono oltre mille occupati in più (da 42.836 a 43.891) e chi cerca lavoro è quasi dimezzato (da 7.118 a 3.754)».

Un dato sul quale porre l’accento «è che la metà degli occupati in più, che si sono
registrati nel quinquennio, è straniero. Il numero di residenti occupati è aumentato del 2,5% mentre il numero degli stranieri occupati ha avuto un incremento del 12%. Complessivamente, gli stranieri rappresentano circa il 12% degli occupati totali percentuale che rispecchia l’incidenza degli stessi sul totale della popolazione residente (circa il 12,5%). Sono quasi circa 5.500 gli stranieri che hanno un’occupazione e di questi il 45% è di sesso femminile. Se si considera invece la fetta di popolazione in cerca di lavoro (disoccupati) in questo caso gli stranieri pesano in maniera più consistente. Quasi il 30% di chi cerca un’occupazione è straniero. Rispetto a 5 anni fa però anche il numero di stranieri in cerca di occupazione è dimezzato e contemporaneamente è aumentato il numero degli occupati».

Sempre lato aumento dell’occupazioni, il documento di Palazzo Spada certifica che «in tutte le classi di età l’occupazione delle donne è molto migliorata e si è notevolmente
ridotta la forbice tra le due componenti. Sono anche diminuite di conseguenza le casalinghe, attualmente pari a 9 mila di cui 2 mila pari al 20%, straniere». Il tasso di disoccupazione al 31 dicembre 2025 «è sceso a 3,9% al di sotto del dato relativo alla
provincia di Perugia 4,8% e nettamente inferiore alla media italiana». Il tasso di disoccupazione femminile, inoltre, a Terni è più basso di quello maschile.