di Fabio Toni
«Si è costruito molto, troppo. Ora paghiamo le conseguenze di questa urbanizzazione eccessiva». I residenti di Cardeto, raccolti in un comitato, fanno il punto sullo stato del popoloso quartiere. I problemi principali derivano dalla mancanza di parcheggi e dal traffico definito insostenibile.
Stop a nuove costruzioni Punto fermo per i cittadini, è che non si proceda a nuove edificazioni. Le ultime in ordine di tempo, hanno complicato ancora di più le cose. Duecentotrenta famiglie in più non sono uno scherzo, senza considerare che molti devono ancora completare il trasferimento.
Aumenta la pressione Tutto ciò, unito alle nuove attività commerciali attratte dalla densità abitativa della zona, ha comportato un aumento della pressione. Ovviamente non in senso medico, quanto di vivibilità, traffico, parcheggi, rumori. Stress insomma. Per questo il comitato chiede interventi concreti: Per decongestionare la zona, serve un nuovo sottopasso fra via Battisti e via Bramante. L’opera permetterebbe anche di utilizzare appieno il grande parcheggio degli uffici finanziari. Inoltre servono nuovi posti auto che potrebbero essere ricavati dallarea ex Inapli di proprietà della regione.
Il parco La situazione potrebbe esplodere con la rinascita del parco di Cardeto. Il comune ha investito molto nella riqualificazione della struttura e ora il bando per la sua gestione (scadenza 1° marzo) potrebbe definitivamente rilanciare un luogo caro a tutti i ternani. Anche noi ci auguriamo che tutto ciò avvenga. Le persone che torneranno ad animare il parco, avranno però bisogno di posti dove parcheggiare. Sennò rischiamo davvero il caos.
I rapporti col Comune Dopo alcune incomprensioni, i rapporti fra comitato e comune sembrano meno tesi. Gli amministratori hanno dimostrato disponibilità all’ascolto, anche se il refrain è sempre lo stesso: mancano i soldi. Porteremo comunque avanti le nostre battaglie, coinvolgendo tutti i residenti della zona.

