Agenti polizia provinciale

Quindici agenti della polizia provinciale di Terni verso la mobilità, Rsu e sigle sindacali convocano assemblea generale dei dipendenti dell’ente per martedì alle 12. Esprimono «sconcerto, netta contrarietà e forte preoccupazioni» i rappresentanti dei lavoratori sull’iscrizione dei poliziotti in organico a Palazzo Bazzani nel portale della mobilità.

Agenti provinciali Terni in mobilità Sulla decisione, le organizzazione sindacali compattamente scrivono: «In assenza di una dotazione organica che disegni il futuro assetto organizzativo con le relative funzioni e in violazione in primis della legge 125 del 2015, nonché del relativo accordo sottoscritto in conferenza unificata lo scorso 5 novembre, l’amministrazione provinciale ha operato una scelta allo stato sicuramente nopportuna, illegittima e lesiva dei diritti dei lavoratori interessati. Non esiste infatti, al momento – aggiungono – nella nostra realtà territoriale, nessun percorso certificato e credibile che attesti la presa in carico di detto personale da parte del sistema delle autonomie locali (Comuni) e da parte della Regione rispetto a quanto specificamente previsto dalla legge per i corpi di polizia provinciale».

Assemblea dei lavoratori Non più tardi di sabato, infatti, l’assessore regionale Antonio Bartolini ha reso noto che a fronte di 132 agenti disponibili sono soltanto 18 quelli richiesti da appena sette municipi. Nella nota i rappresentanti dei lavoratori scrivono: «L’iscrizione nel portale è una certificazione di soprannumerarietà irresponsabile e iniqua nei confronti dei dipendenti interessati che mette a rischio la condizione personale, professionale e lavorativa dei lavoratori stessi, nonché la tenuta degli importanti servizi resi sul territorio che debbono e possono essere ricompresi all’interno dell’ente di area vasta. L’amministrazione – concludono sindacati e Rsu – ancora una volta dimostra di non praticare scelte autonome a tutela del proprio territorio, che anche con riguardo alla Polizia provinciale esprime una connotazione ed una peculiarità ben diverse dalla realtà perugina. Con questa scelta l’amministrazione smentisce peraltro l’impegno da sempre assunto e ribadito con in sindacati e la rsu di non iscrivere alcun lavoratore nel Portale della mobilità».

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