L'ex foresteria

di Fabio Toni

L’atto è stato notificato. Poi si vedrà. Fa un certo effetto immaginare la vendita all’asta di un ‘simbolo’ come l’ex foresteria della Terni, l’edificio in stile liberty che si affaccia su corso Tacito e che rappresenta un pezzo di storia della città. Intanto però il primo passo – il pignoramento – è stato compiuto.

La richiesta è stata formalmente avanzata dall’avvocato Roberto Materazzi per conto di una società locale, la Ternana Soccorso, attiva da oltre quarant’anni nell’ambito del soccorso stradale. Alla base c’è un credito di 89 mila euro vantato dall’azienda nei confronti del comune di Terni, per decine di lavori mai pagati. Una cifra accertata lo scorso marzo dal tribunale, con tanto di sentenza esecutiva da parte del giudice Barbara Di Giovannantonio. Dopo incontri, tentativi di mediazione e proposte di transazione senza risposta, il legale della società ha deciso di passare alle ‘vie di fatto’, pignorando l’edificio che conta ben 45 vani e una rendita catastale di 11.500 euro.

La vicenda nasce dagli interventi di ripristino della sicurezza stradale compiuti dalla ditta nel corso degli anni. Interventi che vengono chiesti dalle forze di polizia, quasi sempre in seguito ad incidenti. «La legge afferma che il compito di ripristinare le condizioni di sicurezza spetta agli enti proprietari delle strade – afferma il legale – che hanno anche l’obbligo di monitorare gli interventi. La stessa Cassazione ha confermato questo principio in diverse sentenze». Idem per la custodia degli automezzi rimossi: «il pagamento delle spese spetta sì al proprietario del veicolo, ma le somme devono essere anticipate dagli enti che poi possono fare rivalsa».

Gli step Dopo la sentenza esecutiva giunta a marzo e il relativo appello presentato dai legali del comune, i tentativi di mediazione sono andati avanti comunque, pur fra alti e bassi. Poi a inizio luglio, durante un’altra riunione, la società di soccorso è stata invitata a «formulare una proposta di transazione». Detto fatto, con tanto di sconto del 10% sul totale dei crediti vantati. «La risposta del comune alla nostra proposta sarebbe dovuta arrivare lo scorso 17 luglio – spiega il legale -. Di fronte al silenzio, abbiamo proceduto alla notifica del precetto che include anche interessi e costi. Infine il 30 luglio abbiamo chiesto la notifica del pignoramento immobiliare». Plausibile che, a questo punto, anche palazzo Spada faccia i propri passi sul fronte legale, per non perdere un bene importante anche dal punto di vista patrimoniale.

«Unica scelta possibile» Per l’avvocato Materazzi quella del pignoramento dell’ex foresteria rappresenta «l’unica scelta possibile, di fronte alle difficoltà nel dare seguito alla sentenza del tribunale». Le uniche liquidità ‘aggredibili’ sono rappresentate dalle somme giacenti presso la tesoreria provinciale: «ma vengono rese indisponibili attraverso delibere semestrali della giunta che ne vincolano la destinazione». Così, di fatto, la normativa consente soltanto il pignoramento dei beni immobili privi di una destinazione pubblica: «e questo è il caso dell’ex foresteria della Terni – afferma l’avvocato – visto il suo inutilizzo».

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