Il tempo passa ma piazza Paul Harris non cambia. In questo spazio che si trova a poche decine di metri dalla cattedrale di Terni, continua a regnare un degrado fatto di scritte in spray, immondizia e un senso di squallore che avvolge chiunque passi da queste parti.
PIAZZA PAUL HARRIS – COM’È OGGI
La piazza Si tratta di uno spazio privato ad uso pubblico. Un vuoto urbanistico mai risolto finora. Col passare del tempo i vandali armati di spray hanno preso di mira qualsiasi superficie verticale presente sulla piazza. Dal cilindro in pietra sponga alle sculture in ferro e ghisa dell’artista Bruno Ceccobelli – tributo alle vittime dei bombardamenti che le mani anonime non hanno risparmiato -, fino ai muri e alla grande fontana donata nel 2005 dal Rotary di Terni e dalla fondazione Carit.
L’intervento Per rimettere a posto il tutto e regalare una nuova vita a piazza Paul Harris servono, a quanto pare, parecchi soldi. I lavori spettano alla società proprietaria degli spazi, ‘Il giardino di via del Vescovado Srl’, il cui titolare era Tommaso D’Annibale. La sua scomparsa, avvenuta un anno fa, ha reso tutto più complicato. L’obiettivo di aprire il cantiere e dare finalmente via all’intervento, però, sarebbe stato tutt’altro che accantonato.
Il progetto In questo senso da palazzo Spada si dicono ottimisti. Il progetto, oltre all’edificazione di una palazzina di tre piani a lato della piazza, prevede la creazione di un’area verde e di un accesso pedonale da via del Vescovado. Accanto a ciò è prevista la creazione di un collegamento pedonale con via Roma e l’installazione di un moderno impianto di illuminazione. Gli spazi rimarranno ad uso pubblico ma potrebbero venire chiusi nelle ore notturne, per garantire una maggiore sicurezza.
La variante Il tutto sarebbe vincolato all’approvazione definitiva in consiglio comunale di una variante relativa alla sagoma di un edificio. Un dettaglio, destinato a semplificare in maniera rilevante il progetto e quindi l’edificazione. Per questo i proprietari avevano avanzato la richiesta al comune. Un’istanza accolta ma ancora in attesa dell’ok finale. Da palazzo Spada si dicono pronti ad accelerare l’iter della modifica, a patto che il cantiere venga aperto e il lavori partano. Per il momento tutto resta così com’è. In attesa che i privati compiano il primo passo.
