Adesso è la volta dei sindacati. Il piano di dimensionamento della rete scolastica e dell’offerta formativa della città – che aveva scatenato una bufera politica, con tanto di richiesta di dimissioni per l’assessore Carla Riccardi – e poi spazzato via in fretta e furia, riceve un ulteriore bocciatura.
La proroga Dopo quella dei dirigenti scolastici, infatti, arriva anche quella dei sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, insieme allo Snals, che «dissentono sulla richiesta da parte della giunta di chiedere ai soggetti istituzionali competenti la proroga dei termini per reiterare la presentazione della proposta (l’intenzione è annunciata nella delibera che annulla il piano; ndr) in quanto non ci sono i presupposti tecnici e normativi per avviare in tempi brevi un’operazione che richiede una fase di partecipazione e concertazione ampia e condivisa da parte di tutte le componenti (scuola, amministrazione, famiglie e sindacati)». Ma non solo.
I numeri La popolazione scolastica della città di Terni, dicono i sindacati, «è composta da numeri tali per cui non è necessario procedere a sconvolgimenti dell’assetto scolastico, in quanto è già rispettata la media di 900/1000 studenti per istituto; è opportuna e urgente, invece, un’analisi delle strutture edilizie e della loro funzionalità».
Gli istituti comprensivi Secondo i rappresentanti dei lavoratori della scuola, poi, «non è opportuno diminuire il numero delle istituzioni scolastiche presenti in quanto si andrebbe a costituire dei macroistituti, poco funzionali all’utenza della città e si influirebbe ulteriormente sull’emorragia di posti di lavoro della città, con una perdita di personale dirigenziale, docente, amministrativo, tecnico e di collaboratori scolastici».
