Il teatro 'Verdi'

di Marta Rosati

Se è vero come è vero che il Verdi rappresenta uno degli elementi identificativi della città di Terni, è piuttosto normale che la questione si prolunghi da tempo, che susciti l’interesse di molti e che raccolga una molteplicità di opinioni diverse. Altrettanto normale che giovedì mattina si siano riunite la prima e la seconda commissione consiliare per discuterne lo stato dell’arte. Tralasciando, senza però dimenticare, il glorioso passato dell’edificio e della sua funzione, oltre alla sua storia travagliata fatta di bombardamenti bellici e rifacimenti successivi, veniamo a tempi più moderni.

Dal 2010 ad oggi Cinque anni fa, quando il teatro tornò nelle disponibilità del Comune, dopo la lunga gestione Lucioli, l’ente non poté fare altro che accertare le carenze impiantistiche e la non conformità della struttura con le normative vigenti. Palazzo Spada si trovò così costretto alla chiusura del Verdi. Nel gennaio del 2011, dopo il crollo parziale del pronao, il Comune prese i primi provvedimenti: intervento di restauro con relativa sostituzione della trave principale, per una spesa complessiva di 400 mila euro. Nello stesso periodo il Politecnico di Milano, incaricato di sondaggi strutturali, evidenziò carenze diffuse. Così, insieme a Provincia e Regione, il Comune istituì un gruppo di lavoro interno per la formulazione del progetto preliminare degli interventi di restauro e adeguamento funzionale.

I numeri Tale progetto prevede interventi da 2 milioni e 900 mila euro, è stato approvato dalla Giunta comunale e ha trovato finanziamento presso la Regione e lo stesso ente di palazzo Spada, ma riguarda esclusivamente la “componente strutturale” dei lavori di cui necessita il Verdi, peraltro escluso il consolidamento dei solai e della sala. Come ha spiegato venerdì mattina l’architetto del Comune Finotto, «i fondi a disposizione sino a questo momento, permettono la demolizione e la ricostruzione della torre scenica, che assumerà una forma più semplice di quella pentagonale pre esistente. Il completamento della ristrutturazione – ha spiegato ancora la Finotto – prevede altre due fasi fondamentali, quella architettonica e quella impiantistica». Interventi che necessitano di almeno altri 5 milioni di euro ancora da reperire.

Attualità Come è noto, attorno al carattere architettonico che dovrà assumere il Verdi, da tempo è in atto una disputa, sulla quale sono ben puntati i riflettori: da una parte c’è chi spinge per un rifacimento ‘alla Poletti’ dall’altra chi propone il restauro ‘all’italiana’. Il comune, verosimilmente in cerca di finanziamenti anche privati, non ha assunto una decisione netta in merito. Piuttosto, per bocca dell’assessore all’urbanistica Francesco Andreani, l’ente ha fatto sapere che ricorrerà a due bandi di gara, uno per individuare la figura del collaudatore, l’altro di tipo progettuale che il Comune renderà quanto più aperto possibile con le sole clausole legittime di salvaguardia del lavoro fatto fino a questo momento e di valutazione scientifica di quelle che saranno le proposte.

Andreani «Come emerso da una riunione tra assessori, in merito alla tipologia di utilizzo del teatro, la scelta del Comune verte a favore di un uso valido ed economicamente sostenibile. Per quanto riguarda la qualità estetica – ha detto ancora l’assessore – stiamo valutando la possibilità di riqualificare il teatro ‘all’italiana’, non necessariamente ispirandoci al Poletti, piuttosto rivisitando la struttura in chiave contemporanea. Anche perché – chiosa Andreani – almeno quattro generazioni non hanno conosciuto la versione Polettiana del Verdi. Per queste ragioni, vogliamo cercare il progetto: il concorso – ha detto – ha la finalità di trovare la qualità che serve e le ragioni di una scelta piuttosto che un’altra».

In conclusione La reazione di Melasecche: «Finalmente, finalmente, finalmente dei bandi di gara, così usciamo dalle logiche d’incasso dei tecnici comunali, per pseudo-progettazioni che poi necessitano della collaborazione onerosa di altri studi». Il consigliere di I love Terni, sulla stessa lunghezza d’onda della Trenta (M5s), ha chiesto intanto di visionare il progetto che riguarda gli interventi strutturali, un periodo di chiarimento idee per stabilire un percorso definito e il quadro complessivo dei dati, anche in ordine ai costi. Il consigliere Ferranti di Forza Italia, oltre a questo, chiede come e dove il Comune intenda reperire fondi.