Il parco di Cardeto

di Marco Torricelli

La buona notizia è che la procedura va avanti. La concessione della progettazione, costruzione e gestione del parco ‘Bruno Galligani di Cardeto è adesso cosa fatta. Una conferenza dei servizi, convocata appositamente, ha stabilito che si può partire. Ma qualche grana, anche in quella sede, è emersa.

L’acqua La rete idrica del parco, hanno spiegato i responsabili del servizio idrico di Asm, «è articolata, estesa, non del tutto tracciabile e fortemente obsoleta». Insomma, non si sa bene come sia fatta, dove passino effettivamente le tubature che, essendo peraltro vecchie, potrebbero essere soggette a perdite d’acqua non trascurabili. E quindi «dovrà essere realizzata, dal soggetto privato, la predisposizione di un unico punto di allaccio, con conseguente distribuzione dei punti acqua all’interno del parco stesso a propria cura e spese»

Le fogne «Non esiste una conoscenza dettagliata delle fognature che si trovano all’interno del parco – ha rivelato Umbriadue – ma sono stati individuati i collettori principali». L’azienda si è detta «disponibile a fornire una planimetria dettagliata degli stessi al fine di valutare eventuali interferenze». Il che significa, in parole povere, che per anni nessuno si è posto il problema di capire se l’impianto fognario del parco – e magari del quartiere, visto che è cresciuto non poco – potesse svolgere il proprio compito in maniera corretta.

Gli stralci Però la soluzione c’è. Come sempre. E quindi, viste «le difficoltà ad individuare la consistenza ed i tracciati delle reti, anche di distribuzione, all’interno della vasta superficie del parco (impianti ricadenti anche al di sotto di opere d’arte e alberature)», si rimanda «alla fase di esecuzione la redazione di uno studio esecutivo di dettaglio, da definire eventualmente come stralcio complementare». 

Gli alberi Di sicuro, però, otto alberi, indicati dome «essenze da abbattere per sovrapposizione al nuovo progetto», potranno essere abbattuti – si era parlato di 33 alberi da abbattere, ma forse c’è stato un cambio di programma – e ne dovranno essere piantati undici, mentre è anche prevista «una giusta misura compensativa per la siepe, ovvero per pari estensione a quella che si andrà ad eliminare».

Nove mesi La ‘Parco Cardeto srl’, che ha al proprio interno la Ciam, la ditta che si è aggiudicata la concessione che le permetterà di gestire il parco di Cardeto per 25 anni,  ci metterà un milione e 800 mila euro e, dal momento in cui il progetto sarà varato definitivamente, il Comune di Terni, prevede «270 giorni di lavori per ridare il parco ai cittadini». Parco che, va ricordato, è chiuso da marzo e che se la mancanza di dati certi certi sulla rete idrica e fognaria dovesse comportare delle sorprese nel corso dei lavori, potrebbe restare chiuso ancora per più tempo rispetto al previsto.

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