di Francesca Mancosu
Sono ormai lontani i tempi in cui l’antico palazzo Carrara ospitava i locali della vecchia biblioteca comunale. Più angusti, senza dubbio, ma non privi di fascino, con le sale affrescate e l’androne ingombro di sarcofagi, steli funerarie e lapidi di epoca romana.
Il recupero Ora, è finalmente in dirittura d’arrivo il completamento del primo stralcio dei lavori di recupero dell’immobile: «A partire dal mese di maggio – fanno sapere dalla direzione urbanistica del Comune di Terni – inizierà l’insediamento degli uffici della direzione cultura e sarà nuovamente aperta al pubblico la sala Tacito, destinata ad attività culturali aperte a tutti i cittadini».
Il primo stralcio I lavori compiuti fin qui, grazie all’utilizzo di fondi comunitari di sviluppo regionale 2007-2013 nell’ambito del Puc2, hanno riguardato l’ala del palazzo che guarda verso via San Nicandro, su tre piani: si è trattato di interventi di consolidamento e miglioramento sismico della struttura, abbattimento delle barriere architettoniche, adeguamento degli impianti e riorganizzazione funzionale degli spazi. «D’accordo con la sovrintendenza ai beni culturali – dicono ancora al comune – abbiamo rispettato l’esistente e tolto gli elementi incongrui rispetto al partito architettonico originario. Gli affreschi della sala Tacito erano già in buone condizioni di conservazione, quindi non hanno richiesto restauri di grande entità».
La casa della città Per il secondo stralcio, quello che dovrebbe restituire alla città anche il lato verso via Carrara, la sala di Apollo e Dafne e il piano terra, invece si dovrà aspettare. «Questi interventi sono legati alla disponibilità di risorse che, al momento, non abbiamo. Per reperirle terremo d’occhio la programmazione comunitaria», dicono ancora alla direzione urbanistica. Il sogno è quello di recuperare interamente lo stabile facendolo diventare «la ‘casa della città’, con attività che abbiano come comune denominatore il tema delle politiche urbane e la valorizzazione del centro». Un’ipotesi che prevede anche una caffetteria bookshop aperta verso il giardino interno dello stabile, «recuperato in parte con il primo stralcio dei lavori ma soprattutto col secondo, e con il completamento a cura dei privati nel perimetro di un piano attuativo che interverrà all’interno dell’isolato».
E la Casa della memoria? Resta ancora sulla carta, ormai quasi straccia, il progetto relativo alla realizzazione della Casa della memoria, per la conservazione e la diffusione della storia e delle tradizioni del nostro territorio. «Non è detto che non si faccia, magari trovando il modo di allestire l’immenso patrimonio fotografico esistente su Terni. A questo proposito, speriamo di trovare presto un accordo con gli attuali proprietari dell’archivio Alterocca per la sua valorizzazione in una sede appropriata. Abbiamo tutta l’intenzione di arrivare ad una soluzione, che non è solo tecnica, ma anche politica».
