di F.T.
Un cavillo – un parere su una firma digitale chiesto tre mesi fa – rischia di bloccare un finanziamento di 3 milioni e 600 mila euro per l’ammodernamento dell’ospedale Santa Maria di Terni. Sulla questione il senatore Pd Gianluca Rossi, insieme ai colleghi Valeria Cardinali, Nadia Ginetti e Miguel Gotor, ha presentato un’interrogazione al ministro della sanità Beatrice Lorenzin per capire «quali urgenti misure intenda adottare per superare la grave situazione di impasse».
La storia Lo scorso 5 agosto la Regione aveva chiesto al ministero della Sanità di finanziare il progetto predisposto dall’azienda ospedaliera di Terni, relativo al primo stralcio di interventi per ottenere il certificato di prevenzione incendi. In totale 3 milioni e 600 mila euro, disponibili grazie all’accordo Stato-regioni, sottoscritto a febbraio, che fissa tutta una serie di investimenti sulle strutture sanitarie regionali. Incluso il nosocomio ternano.
Il parere atteso Il ministero avrebbe dovuto concludere l’istruttoria entro 90 giorni dalla richiesta, con tanto di decreto dirigenziale di finanziamento. Il termine, però, è scaduto senza che tutto ciò sia avvenuto. Il motivo conferma qualsiasi preconcetto sulla burocrazia: da tre mesi la direzione generale del ministero della sanità è in attesa di un parere dell’ufficio legale del ministero della Pubblica amministrazione. Il dubbio – amletico – è se serva o meno la firma digitale per ratificare gli accordi Stato-regioni sottoscritti a febbraio.
Fondi a rischio Così i 3 milioni e 600 mila euro previsti per il Santa Maria, fondamentali per la messa a norma della struttura, sono bloccati da un parere che si fa attendere. Ma i parlamentari non ci stanno: «Si tratta di interventi programmati da tempo – scrivono nell’interrogazione – in un settore particolarmente delicato quale è quello della sicurezza antincendio, spesso oggetto di provvedimenti di contravvenzione con rilievo penale, per il quale la stessa azienda ospedaliera di Terni aveva predisposto gli atti di gara».
Stallo Il problema è che, al momento, «non risulta neppure che siano state cercate e trovate misure alternative per rimediare alla difficile situazione che si è venuta a determinare». In pratica, un pasticcio sulla pelle degli utenti, dei medici e dei tanti pazienti che ogni giorno si rivolgono alla struttura.
Fare presto Obiettivo dell’interrogazione è quello di superare uno stallo che rischia di penalizzare pesantemente la sanità ternana e regionale. Per questo Gianluca Rossi ribadisce che «è necessario trovare rapidamente una soluzione allo stallo creato attorno a una questione che rischia di assumere connotati kafkiani e blocca importanti investimenti già disponibili, per un settore particolarmente rilevante e per l’ammodernamento di uno degli ospedali di riferimento del centro Italia».
