di Francesca Mancosu

Uno striscione con la scritta ‘No inceneritori’ circondata da tanti fiori colorati, tenuto da dieci bambini: è questa l’immagine simbolo della manifestazione che sabato 11 maggio ha attraversato il centro di Terni per protestare contro il proliferare di inceneritori, centrali a biomasse e biogas in tutta la regione. Un corteo di oltre mille persone, al quale hanno partecipato, fra gli altri, i rappresentanti dei comitati ambientalisti di Narni, Arrone, Massa Martana, Orvieto, Avigliano Umbro, ognuno con le proprie rivendicazioni, ma con la volontà comune di promuovere una gestione dei rifiuti ‘partecipata’, con il coinvolgimento diretto dei cittadini, che metta definitivamente fine alla pratica dell’incenerimento.

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No agli incentivi e più controlli«I vostri profitti non valgono le nostre vite». Lo slogan campeggia sullo striscione principale del corteo e riecheggia anche nelle voci dei manifestanti, a portare l’attenzione sugli incentivi che, secondo gli ambientalisti, «sono l’unica vera ragione della diffusa apertura di inceneritori, biodigestori o centrali a biomasse che si è verificata in Umbria in questi ultimi anni». Oltre 40 impianti in tutta la regione che, come ha ricordato una giornalista intervenuta al dibattito in piazza Tacito che ha concluso la manifestazione, «vanno nella direzione contraria alla direttiva europea, non ancora approvata dall’Italia, che dal 2020 finalizza la raccolta differenziata in primis ad un effettivo recupero e riciclo dei materiali, e consente la cosiddetta valorizzazione energetica dei rifiuti solo in caso di vantaggi dimostrati di protezione della salute umana e dell’ambiente». Le fa eco una dimostrante, che chiede di «controllare se Terni sia in grado di sostenere un’altra fonte di inquinamento (l’inceneritore ex Printer, che potrebbe riaprire a breve , ndr) e perché il Comune non abbia ancora attivato un Registro dei tumori, avviando anche un’indagine approfondita sulle vere cause dell’alto tasso di malattie respiratorie e mortalità dei suoi cittadini».

Strategia ‘Rifiuti zero’ La soluzione, secondo il Comitato No Inceneritori sta nell’adozione della cosiddetta strategia ‘Rifiuti zero’, che priverebbe gli inceneritori del loro combustibile: «Abbiamo scritto al Comune e all’Asm per chiedergli l’estensione del porta a porta in tutti i quartieri – ricorda il portavoce Fabio Neri – e l’installazione di pannelli informativi che spieghino nel dettaglio il metodo di raccolta da seguire e il percorso di trattamento e smaltimento di ogni tipo di rifiuto. Devono essere i cittadini a fare la differenziata e obbligare chi la raccoglie a raccoglierla separata. Se la Regione pianifica l’emergenza con il pretesto che le discariche sono piene, l’unica via è la riduzione dei rifiuti e il loro riuso». La strategia ‘Rifiuti zero’, che prevede una nuova tariffazione, calibrata in base alla produzione di rifiuti, la riduzione dell’Iva per tutti gli impianti che si occupano di riciclo ed un forte aumento della tassazione per le aziende che invece puntano sulle discariche e sugli inceneritori, è al centro di due raccolte firme: per una legge nazionale, alla quale si potrà aderire fino a settembre, al mercato del mercoledì nei pressi dello Stadio e a Largo Villa Glori, e per una delibera comunale, aperta fino al 18 maggio, a Palazzo Spada dal lunedì a venerdì dalle ore 9 alle 12 e martedì e giovedì dalle 15 alle 17.

Il 25 maggio ad Assisi E sabato 25 maggio, appuntamento ad Assisi per la prima ‘Marcia nazionale per l’acqua, l’aria, la terra ed il cibo sani’, organizzata da Terre nostre, coordinamento dei comitati no biogas, no biomasse «per fermare la speculazione sui super-incentivi, gestita da grossi gruppi finanziari, che danneggia pesantemente la salute, l’ambiente, l’agricoltura e l’economia locale». La manifestazione, che sarà preceduta da un convegno scientifico, prenderà il via alle 15.30 dalla piazza della Basilica di Santa Maria degli Angeli per concludersi nella piazza del Comune ad Assisi.

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