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14 aprile 2013 Ultimo aggiornamento alle 13:19

Orvieto, «No al parco eolico sul Peglia»: gli ambientalisti invadono piazza del Duomo

Manifestazione contro «lo stravolgimento del paesaggio». Carlo Ripa di Meana chiede le dimissioni dell’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti. Legambiente si dissocia

Orvieto, «No al parco eolico sul Peglia»: gli ambientalisti invadono piazza del Duomo
La manifestazione contro il parco eolico

di M.T.

È partita da Orvieto, la campagna nazionale dei comitati che si oppongono ai grandi sistemi eolici per la produzione di energia elettrica. Davanti al Duomo si sono ritrovate alcune centinaia di persone, provenienti da Toscana, Emilia Romagna, Basilicata, Molise, oltre che da varie località dell’Umbria per dire opporsi a quello che definiscono «lo stravolgimento del paesaggio determinato da tralicci alti decine di metri che si vanno progettando sui crinali».

Orvieto La città è stata scelta da un insieme di comitati e associazioni (tra queste spicca Italia Nostra, mentre Legambiente si è dissociata) perché nel suo territorio si sta giocando una partita non trascurabile: la paventata realizzazione – il consiglio provinciale di Terni si è già detto contrario – di un parco eolico sul monte Peglia. Otto aereogeneratori e una centrale eolica in località Poggio della Cavallaccia; dieci aereogeneratori e una centrale eolica in località La Montagna. Il progetto prevede la realizzazione di una rete stradale, di una stazione elettrica estesa 12 mila metri quadrati e il relativo collegamento alla rete con l’elettrodotto esistente Baschi-Pietrafitta.

L’attacco I rappresentanti di comitati e associazioni hanno chiesto di «fermare lo scempio paesaggistico di questi enormi apparati che convengono solo a chi li costruisce e installa, in un contesto dove le infiltrazioni della criminalità organizzata sono parte significativa degli investitori». Particolarmente pesante l’intervento di Carlo Ripa di Meana, che ha rinnovato la richiesta di dimissioni che il ‘Coordinamento regionale umbro sulle energie rinnovabili’ ha sollecitato per l’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti.

I partecipanti Alla manifestazione hanno preso parte i sindaci (o i rappresentanti delle giunte municipali) dei comuni di Orvieto, Parrano, San Venanzo, Porano, Castel Viscardo, Allerona, Fabro, Monteleone di Orvieto, Montegabbione, Ficulle, Baschi. Un comprensorio nel quale sono state raccolte circa 2500 firme a sostegno di questa iniziativa. Queste le associazioni che hanno aderito: Altura, Amici della Terra, Comitato nazionale del Paesaggio, Comitato nazionale contro eolico e fotovoltaico in aree verdi, Comitato per la bellezza, Italia nostra, Lipu, Mountain wilderness, Movimento Azzurro, Save Salento, Associazioni ambientaliste e comitati di cittadini dell’Orvietano, Coordinamento regionale umbro sulle energie rinnovabili.

I dissociati Legambiente, invece, ha preso le distanze: dopo aver chiarito che il progetto del parco eolico del Peglia «fa acqua da tutte le parti, non rispetta le linee guida regionali sulle rinnovabili e manca completamente della valutazione di incidenza», la presidente, Alessandra Paciotto, dice che non si può «generalizzando, considerare l’eolico e le rinnovabili la causa dello scempio del paesaggio italiano». Mentre secondo il vice presidente, Edoardo Zanchini, l’eolico e le altre energie rinnovabili «sono la grande opportunità che abbiamo per uscire dalla dipendenza dalle fonti fossili. Quello del monte Peglia non va fatto perché è un pessimo progetto, ma non vuol dire che vadano bloccati gli impianti eolici in tutta Italia».

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