di Massimo Colonna
«A meno di nuovi eventi demografici, non sarà garantito il corretto ricambio generazionale». E’ uno dei passaggi nella relazione sulla popolazione ternana inserita nel Dup, il Documento Unico di Programmazione allegato in questi giorni al faldone dell’assestamento di bilancio. Nel documento viene anche fornito un quadro generale dei numeri che riguardano la città da cui emergono alcune caratteristiche che definiscono anche la popolazione locale, molto cambiata negli ultimi anni nella sua conformazione.
Quanti cittadini Sostanzialmente stabile, anche se in calo, il numero dei residenti ternani: il territorio comunale si estende su una superficie di 211,9 chilometri e i residenti arrivano a 111.189 unità, 266 in meno rispetto a gennaio 2017 (-2,4 per mille). La densità abitativa media, anche questa in lieve calo, è di 525,4 abitanti per chilometro quadrato, ma nel centro storico raggiunge 10.854,55 (ab/km2) che corrisponde a oltre 7.000 residenti in un’area di poco più di mezzo chilometro quadrato. Rispetto a quattro anni fa risiedono a Terni oltre mille unità in meno, e da allora è iniziata l’inversione di tendenza che ha visto tornare a decrescere la popolazione dopo un decennio in cui, il boom di immigrazioni di cittadini stranieri, aveva interrotto il trend negativo di calo demografico avviato alla fine degli anni ’80.
I cambiamenti Al momento in città, come si legge nel documento, «si possono definire due gruppi ben distinti, anche se di consistenza differente, che assumono andamenti molto diversi: da una parte la componente straniera che cresce come numerosità ed è strutturalmente più giovane e più feconda e dall’altra, la componente italiana, che invece diminuisce, invecchia e presenta una fecondità sempre più bassa. La componente in diminuzione è esclusivamente quella italiana, mentre continua a cresce quella straniera. I residenti con cittadinanza italiana sono scesi a 97.998 e gli stranieri sono saliti a 13.191 guadagnando 320 unità. Tra i residenti con cittadinanza italiana sono ricomprese anche le acquisizioni di cittadinanza, cresciute costantemente negli ultimi anni».
Rallentamento dei flussi migratori «Analizzando la situazione da un punto di vista tendenziale si evidenzia che, dopo un periodo (2000-2013) caratterizzato da notevoli cambiamenti demografici innescati dalla forte ondata di immigrazioni di cittadini stranieri, il rallentamento dei flussi migratori ha fatto riemergere due fenomeni demografici che si erano manifestati già nell’ultimo decennio del secolo scorso, ma che si erano temporaneamente attenuati proprio grazie alla crescita degli stranieri: l’invecchiamento della popolazione e la bassa fecondità». «Gli effetti congiunti di invecchiamento e bassa fecondità – prosegue il rapporto – disegnano inesorabilmente una popolazione nella quale, a meno di nuovi eventi demografici, non sarà garantito il corretto ricambio generazionale, quello necessario per poter pensare al futuro di un territorio. Terni si posiziona tra le città italiane con popolazione più anziana e ai primi posti per percentuale di grandi anziani (ultra75enni)».
@tulhaidetto
