di Massimo Colonna
«Terni ha dimostrato grande coesione sociale in questi anni, soprattutto nelle difficoltà della crisi. Questa giornata di unità deve farci riflettere sulle troppe divisioni che spesso emergono a livello nazionale». Questa la sintesi del messaggio che arriva dalle celebrazioni organizzate in città in occasione del 69esimo anniversario della festa della Repubblica. Nel suo discorso il prefetto Bellesini ha poi annunciato: «c’è un progetto per inserire un corso di metallurgia nelle facoltà ternane».
La festa al palazzo Nella sala consigliare si sono riuniti i rappresentanti delle istituzioni, delle forze di polizia e delle associazioni combattentistiche. Al tavolo il prefetto Gianfelice Bellesini, il sndaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Mascio. «Sessantanove anni fa il popolo italiano votava attraverso il referendum. In Umbria la scelta della Repubblica si affermò in maniera netta, tanto che a Terni ci furono preferenze per il 78 per cento, con il settimo miglior risultato tra tutti i capoluoghi italiani. Quella scelta fu la conseguenza della lotta di liberazione. Oggi dobbiamo ricordare tutte quelle figure che hanno sacrificato la propria vita per difendere le istituzioni».
Corso di metallurgia «A Terni – ha spiegato il prefetto Bellesini – la popolazione ha dimostrato grande coesione sociale, soprattutto in questi ultimi anni in cui la crisi ha mostrato il suo lato più crudele. Nella vertenza Ast, che ha rappresentato uno dei momenti più caldi delle ultime stagioni, i lavoratori e tutta la popolazione ha dimostrato grande unità. Ora lo sforzo di tutti deve essere quello di puntare sui giovani, anche se purtroppo oggi ne vedo pochi in questa sala. Puntare sui giovani attraverso il legale tra università e mondo del lavoro, per esempio. Su questo voglio annunciare che si sta lavorando ad un progetto per l’introduzione di un corso di metallurgia nelle facoltà universitarie ternane, in modo da porte stringere ancor di più il legame tra istruzione e lavoro».
I caduti La celebrazione si è spostata poi a piazza Briaccialdi per la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei caduti. Nel corso della cerimonia l’Orchestra d’Armonia Città di Terni ha eseguito alcuni brani, mentre il prefetto ha letto il discorso del presidente della Repubblica rivolto a tutte le istituzioni locali.
Medaglie al merito Nel pomeriggio di martedì poi, alla presenza del sottosegretario all’Interno Giampiero Bocci, si è svolta la consegna delle medaglie al merito della Repubblica. Gli insigniti sono gli ufficiali Andrea Cegna di Montecastrilli, Diego Napoli di Terni e Marta Settimi di Amelia, i cavalieri Gianni Biagetti di Terni, Vincenzo Locci di Terni, il maresciallo capo Alessandro Lumia di Terni, Piero Simoni di Terni e Maria Rita Venanzi di Giove. Medaglia al merito anche per Franco Mancini, figlio di Ferruccio, ternano deportato in un lager nazista durante la seconda guerra mondiale. Nel finale sono stati premiati anche gli studenti degli istituti Itis, Gandhi, Leonino e Ipsia, i quali durante l’anno scolastico hanno partecipato ad un concorso sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
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