Un inceneritore

di Francesca Mancosu

A Maratta, è il caso di dirlo, tira proprio una brutta aria. Che dovrebbe peggiorare a breve. Mentre si attendono ancora i dati sulle emissioni dell’inceneritore Aria – disponibili entro Natale, come assicurato dall’Arpa – arriva la notizia della ripresa dei lavori di ‘manutenzione ordinaria’ della centrale a biomasse ex Printer della Tozzi Holding di Ravenna. Lo denuncia il comitato ‘No inceneritori’.

«L’amministrazione tace» «Con una normale comunicazione di inizio lavori – ricordano gli ambientalisti –  l’impresa sta mettendo mano all’impianto (con tecnologia di combustione a pirolisi), e parti di esso vengono smontate. Tutto normale se non fosse che anche stavolta sta a noi denunciare quest’ennesimo assalto al territorio mentre l’amministrazione, maggioranza, opposizione, tace solerte. Non una parola, non una comunicazione, né tantomeno una presa di posizione del sindaco. Forse sono tutti troppo impegnati in congressi e campagne elettorali, o forse temono di rovinarsela rendendo pubblico l’inizio dei lavori di un secondo inceneritore».

Due impianti di incenerimento attigui Nonostante qualche giorno fa l’Asm abbia dichiarato la sua contrarietà all’utilizzo del Css (combustibile solido secondario, ndr), il comitato ne approfitta per chiedere un impegno formale dell’amministrazione comunale contro l’incenerimento, «non come fatto con la farsa del piano d’ambito che rimanda semplicemente il ricorso all’incenerimento dei rifiuti urbani al 2015, e intanto prevede il Css, ma azioni politiche chiare che rendano manifesta una intenzione». Gli ambientalisti lamentano l’assenza in Provincia di comunicazioni sulle «modifiche impiantistiche tali da rendere necessaria la convocazione di una conferenza di servizi, così ci ha confermato l’assessore Bellini la scorsa settimana. Insomma, a Terni sarà normale (come lo è stato in passato) avere due impianti di incenerimento attigui, a distanza di cinquecento metri l’uno dall’altro, senza che l’aggravio delle condizioni ambientali e di esposizione agli inquinanti nelle aree a massima ricaduta sia presa in considerazione. Borgo Rivo, Colleluna Villa Palma, zona Fiori che riceveranno le polveri emesse da due inceneritori dovranno dormire sonni tranquilli?»

L’ex Printer La riapertura non è però una novità, visto che già nell’aprile scorso l’assessore all’Ambiente Luigi Bencivenga aveva ammesso l’impossibilità di intervenire sulla questione, poiché l’ex Printer è in possesso di tutte le autorizzazioni – da quella ministeriale fino a quella provinciale – fino al 2019. L’impianto, rilevato dalla Tozzi Renewable Energy per tre milioni di euro con l’intento di convertirlo in una centrale a biomasse, era stato originariamente messo in funzione nel 2005 e alimentato da biomasse. È stato chiuso nel 2009, a causa del suo scarso rendimento. I lavori di manutenzione dovrebbero concludersi entro il 2014.

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