di Francesca Torricelli
Nell’ambito del ‘Progetto Umbria’ per un territorio cardioprotetto, la direzione generale dell’azienda Usl Umbria 2 ha consegnato dieci defibrillatori semiautomatici esterni ai distretti sanitari della provincia di Terni e alla casa circondariale di vocabolo Sabbione.
La dimostrazione Nel corso dell’iniziativa di presentazione del progetto della rete cardiologica, alla quale sono intervenuti il direttore generale Sandro Fratini, il direttore sanitario Imolo Fiaschini, i direttori dei distretti di Terni, Narni-Amelia e Orvieto e la responsabile del 118 di Terni Donatella Granati, è stata effettuata una prova simulata dell’uso del dispositivo salvavita.
L’obiettivo principale Sette defibrillatori sono stati assegnati ai centri di salute della provincia di Terni mentre gli altri tre saranno in uso al carcere di vocabolo Sabbione: «Implementare la diffusione di questi dispositivi salvavita utilizzabili, nei casi di emergenza, da tutto il personale sanitario – ha spiegato Donatella Granati – ma anche da cittadini appositamente formati, può essere decisivo».
La formazione Fondamentale, per il corretto utilizzo delle apparecchiature salvavita «è la formazione qualificata e certificata del personale sanitario», ha detto poi la responsabile del 118. A tal proposito, l’azienda Usl Umbria 2 ha istituito, in tutto il territorio di competenza, un centro di formazione, di riferimento regionale, per l’emergenza-urgenza, che ha il compito di «istruire il personale sanitario e non, all’uso del defibrillatore e alle procedure Blsd – Basic life support defibrillation – che comprendono il riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco, l’allertamento immediato del servizio 118, l’applicazione del defibrillatore e le manovre rianimatorie».
Passi decisivi Insieme ad un censimento complessivo delle apparecchiature salvavita, anche private, presenti sul territorio «è questo il primo, ma decisivo passo verso la realizzazione di un territorio cardioprotetto – è intervenuto Fratini – con una rete capillare di defibrillatori e con sanitari e cittadini in grado di gestire le emergenze e recuperare tempo prezioso in attesa dell’arrivo dei soccorsi qualificati. Si pensi che, dopo cinque minuti dall’evento, le possibilità di sopravvivenza in assenza di interventi qualificati sono molto limitate».
I cardiomonitor La rete si completerà, entro la fine del mese, con l’attivazione della telecardiologia che «prevede la trasmissione in tempo reale, dalla autoambulanza del 118 alle strutture di cardiologia ospedaliere – è andata a concludere Donatella Granati – dell’elettrocardiogramma del paziente con i parametri vitali rilevati. In caso di infarto del miocardio, il paziente viene trasferito immediatamente al centro Hub di Terni, sede di emodinamica, per l’intervento definitivo. Tale progetto verrà attivato con l’acquisizione di sette cardiomonitor – defibrillatori». Per l’efficiente funzionamento della rete cardiologica è «indispensabile che il paziente con dolore toracico chiami immediatamente il 118». A tal proposito l’azienda sanitaria sta predisponendo una campagna di educazione sanitaria rivolta alla popolazione, nonché attività formative specifiche per i medici di medicina generale.
Gli esami La conferenza stampa è stata poi l’occasione, per il direttore generale, per fare il punto della situazione della nuova digitalizzazione del laboratorio analisi. «Si stanno verificando meno problemi di quelli che ci immaginavamo. Questo non vuol dire, però, che non ce ne sono. Le problematiche più grandi che stiamo riscontrando sono due o tre: le difficoltà informatiche, la necessità di inserire gli ‘elimina code’ nei distretti sprovvisti e le farmacie». Per quanto riguarda il sistema informatico «ci troviamo davanti una rete sovraccarica, un sistema che non riesce ad andare al passo con i nostri operatori. Questo dipende solo ed esclusivamente dalla Telecom che dovrà aumentarci il livello di banda». Per quanto riguarda, invece, le farmacie «c’è ancora del personale che non è in grado di effettuare le prenotazioni per conto del paziente. Noi abbiamo garantito la formazione a tutti, vorrà dire che rifaremo la formazione dove sarà necessaria».
