La struttura di Collerolletta

di Marco Torricelli

Non hanno fatto passare troppo tempo, in casa Aidas. Dopo l’attacco frontale che alla cooperativa era stato portato dalla Cgil, ecco puntuale la replica del consiglio di amministrazione, che «lo respinge e si aspetta una formale richiesta di incontro presso la propria sede legale di Terni per poter avere la possibilità di chiarire una serie di punti».

La crisi Per cominciare, dice l’Aidas, «la situazione in cui si trova la cooperativa dovrebbe essere nota alla organizzazione sindacale stante le continue notizie apparse sugli organi di stampa, che di fatto hanno assunto il tono di un accanimento pretestuoso e dannoso dell’immagine di un’azienda che vanta 30 anni di attività a Terni e occupa 200 lavoratori e lavoratrici». Dopo aver ricordato di aver subito «negli ultimi due anni, tagli per oltre un milione e mezzo di euro nei servizi in appalto con la ex Asl4 e per oltre due milioni e mezzo di euro ai ricoveri nelle residenze protette che gestisce direttamente», l’Aidas non trascura di riaprire una ferita mai rimarginata, visto che non ha «ancora potuto dare avvio all’attività della nuova struttura di Collerolletta, perché, nonostante diversi appelli e richieste effettuate a livello istituzionale e agli organi competenti, deve attendere l’esito di un ricorso al consiglio di stato».

Il personale La cooperativa rivendica il fatto di aver «cercato di mantenere i livelli occupazionali, utilizzando, contrariamente al resto delle cooperative ternane ed umbre, la Cassa integrazione ‘in deroga’ in maniera minimale (5/8 addetti)». Nessun licenziamento improprio, dice Aidas, «è stato effettuato e anzi, 12 soci che sono stati oggetto di provvedimento di esclusione, hanno sottoscritto un atto di conciliazione con la Cooperativa ed hanno ripreso l’attività lavorativa ed il rapporto associativo».

La destabilizzazione Poi, però, la cooperativa alza il tiro: «C’è da dire che il dubbio di una strategia tesa alla destabilizzazione dell’azienda è ormai divenuta realtà e le motivazioni vanno ricercate nella delicata situazione legata all’esito della gara d’appalto su cui è pendente un ricorso al Tar, nella ferrea volontà dei soci dell’Aidas di autodeterminare il proprio futuro nell’indipendenza delle decisioni assembleari, opponendosi e vari tentativi di ingerenza esterna e a manipolazioni rudimentali del consenso, amplificatesi in questo periodo dell’approvazione del bilancio e del rinnovo delle cariche sociali».

Il confronto Insomma, Aidas si sente accerchiata – non lo dice mai, ma il pensiero va automaticamente alla politica ed ai rapporti con altre realtà cooperative – e dice di attendere «risposte per mettere a regime i propri investimenti, per ridare tranquillità ai propri lavoratori; per questo obiettivo sta concludendo trattative serie che comporteranno stabilità e ripresa economica, nonché la creazione di altri posti di lavoro». Tanto che «gli amministratori hanno presentato all’assemblea un piano per il risanamento e per la continuità aziendale e non si sono mai rifiutati di confrontarsi con le organizzazioni sindacali e sono pienamente disponibili ad ogni formale richiesta di incontro ad oggi mai pervenuta».

La replica La contro-replica sindacale arriva a stretto giro: «Aquesta organizzazione sindacale non interessano ‘giochi di parte’ né tantomeno questioni altre che non siano la difesa dei diritti dei lavoratori», dice Vanda Scarpelli, della Fp Cgil.  «Noi stiamo dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici, lunedì formalizzeremo una richiesta di incontro, ovviamente solo per conoscere tempi e modalità di pagamento dei salari dovuti. Null’altro per ora ci interessa. Se la cooperativa ha un proprio piano di impresa e ha definito un percorso di sostenibilità dia innanzitutto risposte ai lavoratori. Al di là delle dichiarazioni si faccia quello che è necessario, ovvero pagare chi lavora».

Fp cgil tr

Vanda scarpelli