Mario Bartolini, presidente del 'Volta'

di Marco Torricelli

Il tira e molla, con il prefetto da una parte e il sindaco dall’altra, «relativo all’ormai fin troppo famoso autovelox di viale dello Stadio – con perizie e controperizie che si contraddicono – deve finire in fretta». A dirlo è il presidente dell’Aci di Terni, Mario Bartolini.

La polemica Sarebbe opportuno, attacca Bartolini, «che quando si prendono decisioni che riguardano gli automobilisti, almeno ci consultassero, visto che un po’ di esperienza l’abbiamo», soprattutto perché «le modifiche apportate alla segnaletica e l’innalzamento del limite di velocità, nell’area interessata dall’autovelox, cose da noi segnalate immediatamente – insiste il presidente dell’Aci – confermano che avevamo visto giusto». Ma soprattutto che hanno «ridotto drasticamente il numero di multe, visto che da settembre, quando sono state fatte le modifiche, le contravvenzioni sono state 2700, contro le circa 30 mila elevate in precedenza».

Le multe Ecco, a proposito. Che si dovrebbe fare, secondo l’Aci? «A prescindere da come andrà a finire la querelle tra sindaco e prefetto – dice il vicepresidente, Raffaele Iannotti – credo che chi ha già pagato non possa sperare in un rimborso e che chi non ha presentato il ricorso nei tempi stabiliti non possa far altro che pagare». Ma il presidente Bartolini insiste soprattutto su un punto: «Non si può continuare a trascinare questa storia per troppo tempo. Con il comune e la prefettura che sembrano voler dar vita ad un braccio di ferro che danneggia solo i cittadini automobilisti». Sul chi ha ragione, Bartolini non si sbilancia: «A noi interessa che si faccia chiarezza una volta per tutte e che, in futuro, siano così cortesi da interpellarci, perché un buon consiglio potremmo darglielo».

Le proposte Tanto che l’Aci ha già pronte delle proposte da far pervenire ai neo-eletti in parlamento: «Idee di buon senso – dice Bartolini – come quella che prevede la riforma delle norme di assicurazione, soprattutto al fine di evitare, come accade oggi, che un’auto su quattro viaggi senza essere assicurata; o quelle relative alla mobilità alternativa in città». Le proposte «gliele faremo avere, ma se vorranno essere informati a fondo – conclude con un pizzico di ironia – noi siamo a disposizione e loro sanno dove trovarci».

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