di Francesca Torricelli
La cascata delle Marmore, il parco fluviale del Nera, la via di Francesco e gli scorci dei centri storici. Questo, e molto altro, è il patrimonio naturale della Valnerina. In un periodo di grande degrado territoriale, la parola d’ordine dei quattro comuni di Arrone, Ferentillo, Montefranco e Polino è: «Valorizziamo il territorio, unendoci potremo fare grandi cose».
Progetti Gli architetti, Francesco Leombruni e Miro Virili, hanno proposto ai quattro comuni di unire le proprie forze e conoscenze, nella creazione di un progetto valido per richiedere dei finanziamenti utili alla rivitalizzazione, riqualificazione e valorizzazione del territorio della Valnerina. Il passo importante è stato puntare sull’intercomunalità, elaborando un ‘Quadro strategico di valorizzazione’. Attualmente il «Qsv – spiega Francesco Leombruni – è nella fase preliminare, nella quale stiamo individuando le criticità e gli interventi da fare sul territorio. Pochi giorni fa siamo andati a consegnare, in Regione, appunto, la prima parte del Quadro strategico. Oltre al grande successo che ha riscosso quanto da noi prodotto, il Dirigente dell’ufficio competente ci ha ricordato che il Qsv costituirà titolo preferenziale per la partecipazione a molti bandi regionali che usciranno nel breve termine e che in parte sono già usciti». Ovviamente «questo è solo il primo passo verso la realizzazione di un ‘sogno’, ma ci ha già dimostrato quanto sia importante portare avanti un progetto intercomunale, piuttosto che singole iniziative locali».
Primo passo Il quadro di sviluppo e valorizzazione dei comuni si articola a partire dallo slogan ‘Valnerina.smart.2020’ un progetto che trae spunto dalle politiche europee e che ha come tema quello delle città intelligenti. Giovedì pomeriggio, presso l’ex convento di San Francesco di Arrone, alla presenza dei quattro sindaci e dei consulenti esterni incaricati, è stato presentato il progetto. Questo incontro «è solo il primo di una lunga serie – spiega Loreto Fioretti, sindaco di Arrone – perché se è vero che l’approvazione del progetto, da parte della Regione, è un primo tassello importante per la rivalorizzazione dei nostri territori, è pur vero che ora abbiamo bisogno della partecipazione di tutti».
La condivisione Il Quadro strategico «è uno strumento – interviene Alessandro Sinibaldi, sindaco di Montefranco – che ci permetterà di partecipare a tutti i bandi che si presenteranno in futuro. È un vero e proprio contenitore di progetti, che andrà portato avanti con la collaborazione e le idee di tutti i cittadini, le associazioni turistiche, sportive, culturali e tutti coloro che avranno voglia di rendersi partecipi. Non deve rimanere fine a se stesso».
L’economia La crisi «ha sfiduciato – conclude Ortenzio Matteucci, sindaco di Polino – gran parte dei possessori di partita Iva. Lo scenario in cui si cala il Quadro strategico è particolarmente critico, ma a mio modo di vedere, è nei fenomeni di crisi più profonda, che si deve investire nel futuro e dar fiducia alle giovani generazioni. Il 31 dicembre 2016 è la scadenza per completare il progetto. Gli strumenti ci sono, le risorse comunitarie anche, dobbiamo solo metterlo in atto. Noi sindaci ci avviamo alla fine del mandato, ma siamo sicuri che passeremo un importante testimone».
