La Telfer di Papigno

Il destino della Telfer di Papigno, la passerella metallica dell’ex elettrochimico, appare segnato. Nel tavolo per l’ordine pubblico e la sicurezza convocato venerdì mattina in prefettura, i rappresentanti del comune hanno annunciato l’inizio delle operazioni di rimozione.

La conferma dell’avvio delle operazioni di demolizione è arrivata dall’assessore comunale Stefano Bucari e dall’ingegner Leonardo Donati, responsabile del procedimento per conto del comune di Terni.

Rischio Nel corso del tavolo convocato in prefettura sui temi della sicurezza, i rappresentanti del comune hanno descritto l’attuale situazione della Telfer, caratterizzata da un degrado sostanziale delle strutture in ferro il cui spessore – in diversi punti – si sarebbe ridotto del 50% e oltre. Un aspetto che comporterebbe dei rischi concreti dal punto di vista della stabilità, certificato dalle ultime verifiche svolte a marzo.

Tempi «La rimozione è necessaria – spiega l’assessore Stefano Bucari – e l’intervento inizierà il prima possibile, comunque entro l’inizio di settembre. Contiamo di concludere l’intera operazione nel giro di quattro-cinque mesi al massimo».

Le proteste Alla fine, a nulla sono valse proteste e flash-mob organizzati nei mesi scorsi da chi, come il centro studi Malfatti, vede nella passerella una risorsa per dare vita a un polo di archeologia industriale in grado di rivitalizzare l’intera area, anche alla luce del flop degli studi cinematografici di Papigno.

Spiegazione «La decisione di procedere con la rimozione è legata anche ad una precisa richiesta da parte del prefetto a cui abbiamo dato risposta in tempi celeri – afferma l’assessore -. Possiamo comprendere il valore storico e culturale del sito, ma gli elementi raccolti ci hanno portato ad anteporre le ragioni di sicurezza pubblica legate alla stabilità di un gigante di oltre 120 tonnellate».

La soprintendenza In merito alle richieste di tutelare uno dei simboli del patrimonio archeologico-industriale, Stefano Bucari spiega che «la soprintendenza, presente a tutti gli incontri precedenti, ha sempre affermato che non si trattava di un bene di archeologia industriale, a differenza di altri presenti negli ex stabilimenti di Papigno. Alla luce di ciò, crediamo sia stata presa la decisione di maggiore buonsenso».

Viabilità Sotto la passerella c’è un’arteria stradale importante come la statale Valnerina ed è impossibile pensare che la demolizioni non comporti conseguenze sulla viabilità come la chiusura al traffico: «Sì – chiarisce l’assessore -, ma i disagi saranno limitati al massimo. Parliamo di una settimana, dieci giorni al massimo, il tempo che serve ai tecnici per calare la struttura. Fra le altre cose dovrà essere rimosso e interrati anche il tubo attualmente presente sulla Telfer, utilizzato per pompare azoto dall’acciaieria agli impianti Italeaf di Nera Montoro».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.