Vigili urbani al lavoro

Che il clima sindacale interno al Comune non sia dei migliori lo dimostra il fatto che le frizioni emergono anche quando si è sostanzialmente concordi nel merito. Nel caso in questione, la polemica si annida nei termini e negli argomenti usati da Cgil, Cisl e Csa per descrivere lo stato dell’arte della polizia municipale di Terni. Parole che hanno provocato la reazione dell’unione sindacale di base del pubblico impiego che parla di «atteggiamenti strumentali e privi di consapevolezza».

Punto di partenza La diatriba parte dall’atto di indirizzo con cui la giunta comunale ha dato l’ok all’ingresso nel corpo di polizia municipale di cinque vigili e quattro coordinatori. Cgil, Cisl e Csa avevano descritto quest’ultimi come «figure non necessarie, vista la grave carenza di vigili ‘semplici’ (ovvero istruttori di vigilanza di categoria C) che da tempo penalizza i servizi sul territorio e per i cittadini». Una posizione condivisa dai sindacati di base che ritengono necessario «indirizzare le poche risorse economiche per reperire le figure più indispensabili e cioè gli agenti, evitando nuovi coordinatori».

La polemica Riguarda le argomentazioni contenute nel documento di protesta di Cgil, Cisl e Csa. Termini che hanno provocato la reazione dei rappresentanti dell’Usb: «I tre sindacati – affermano – hanno finito per denigrare il corpo di polizia municipale e gli stessi lavoratori. Che un’organizzazione possa etichettare i coordinatori di vigilanza come ‘apicali’ o addirittura ‘generali’ o che si possa affermare che il 50% dei vigili è seduto dietro a una scrivania, equivale ad ammettere di non conoscere per niente l’organizzazione né le stesse funzioni della polizia municipale». E ancora: «Forse per questi signori, il personale del nucleo infortunistica stradale piuttosto che dell’annonaria, dell’ambientale o del servizio notifiche opera dentro gli uffici?». Evidentemente qualcuno deve essersi risentito.

I problemi Dopo l’attacco, il ragionamento dell’Usb torna sulle quattro assunzioni: «La polizia municipale di Terni sconta gravi carenze di organici e mezzi. L’età media del personale si avvicina ai 50 anni e ci sono agenti con oltre trent’anni di servizio alle spalle che sono ancora in mezzo alla strada a fare il proprio dovere». Anche la nuova sede di corso del Popolo, più volte criticata, finisce nel calderone: «Basti pensare che gli agenti sono costretti a far transitare persone sottoposte ad arresto tra la gente in fila agli sportelli dell’anagrafe.

Punto di partenza «Davanti a questi problemi – si chiede l’Usb – davvero l’amministrazione pensa che la priorità siano quattro nuovi marescialli? E se così fosse, davvero la giunta pensa di utilizzare una graduatoria delle progressioni verticali vecchia di cinque anni che, come prevedevano gli accordi del tempo, non doveva essere utilizzata oltre alle necessità del momento?».

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