«Il nostro timore è che si voglia risparmiare ancora una volta sulla pelle dei più deboli. Di sicuro c’è che qualcuno si è dimenticato, colpevolmente, di noi e dei nostri figli». A scendere sul piede di guerra sono le mamme dei giovani disabili che frequentano (o forse è più giusto dire ‘frequentavano’) la piscina di viale Trieste per fare attività motoria in acqua.
La vasca All’interno dello storico impianto c’è una vasca ‘speciale’ che è l’unica a Terni, se si eccettua quella dell’ospedale, con determinate caratteristiche: dalla temperatura dell’acqua mediamente più alta, agli spogliatoi privi di barriere architettoniche. Per questi motivi, la più adatta a svolgere quell’attività riabilitativa di cui tanti – giovani ma anche adulti – hanno bisogno.
La protesta «Dopo la consueta pausa estiva – spiega il gruppo di genitori – l’attività in acqua gestita dalla Asl e partecipata dal comune non è più ripresa. Ad oggi la piscina è chiusa e rischia di venire meno un servizio indispensabile per i nostri figli e tante altre persone».
L’attacco Secondo le mamme, alcune delle quali impegnate direttamente all’interno di onlus come ‘Un volo per Anna’, Afad e Aladino, a pesare sono diversi aspetti: «I nostri problemi sono iniziati con l’affidamento della piscina ad una società privata. La Provincia – spiegano – non si è attivata per organizzare un servizio che andava avanti da oltre 20 anni. Così il privato si è organizzato in base alle proprie esigenze. Allo stesso modo l’Asl, venuta meno la convenzione con la Provincia, non si è attivata in tempo per riprendere l’attività. Lo stesso Comune, che partecipa insieme alla Asl alle spese del servizio, non ha saputo individuare altre soluzioni. Eppure ci sembra che sulla piscina dello stadio l’impegno dell’ente sia stato decisivo. Perché non si può reperire uno spazio proprio lì dentro?».
In attesa Domanda a cui se ne aggiunge un’altra, che fotografa bene il problema: «Possibile che in una città come Terni non si trovi una soluzione per ripristinare un servizio necessario alla salute e al benessere dei diversamente abili?». Ora si attendono le risposte.
