Si intitola ‘Ripartire da Cristo. Per uscire e portare a tutti la gioia del Vangelo’, la prima nota pastorale di monsignor Ernesto Vecchi, a quasi un anno dal suo arrivo nella diocesi ternana come amministratore apostolico. L’occasione l’ha offerta l’assemblea ecclesiale di domenica.
L’impegno «Quando la Chiesa propone l’impegno nell’evangelizzazione – ha detto monsignor Vecchi – offre a tutti l’opportunità di una piena realizzazione personale. Infatti, la vita cresce e matura nella misura in cui la doniamo: in questo consiste la missione. Ecco perché chi evangelizza non può avere una faccia da funerale, ma deve sempre recuperare il fervore che nasce dalla gioia del Vangelo».
La comunione L’impegno pastorale, per monsignor Vecchi, «deve esprimere un’identità di Chiesa che manifesti concretamente l’incontro gioioso tra Dio e l’uomo, e degli uomini tra loro. La comunione, poi, per essere piena deve far sentire ciascuno partecipe di una tradizione ecclesiale che ci ha consegnato in eredità un tesoro di santità, di unità, di cultura e di solidarietà, non solo da custodire, ma anche da reinvestire. Ne consegue che il compito dell’azione pastorale consiste nel cercare la via migliore e percorribile, per edificare la Chiesa come un «segno», che esprime la varietà e la molteplicità dei doni, attorno al vescovo: condizione indispensabile per la comunione ecclesiale».
Niente formule magiche Proprio per questo, ha aggiunto il vescovo, «di fronte alle grandi sfide del nostro tempo non sarà certamente una magica formula pastorale a salvarci, ma Cristo. Pertanto il nostro programma pastorale c’è già: è quello di sempre, raccolto dal Vangelo e dalla viva tradizione. Esso si incentra, in ultima analisi, in Cristo stesso, da conoscere, amare, imitare, per vivere in lui la vita trinitaria, e trasformare con lui la storia. È un programma che non cambia col variare dei tempi e delle culture, anche se del tempo e della cultura tiene conto per un dialogo vero e una comunicazione efficace».
La comunicazione Nella nota pastorale, una parte è dedicata agli orientamenti dottrinari con riferimenti all’Evangelii gaudium di papa Francesco, con l’invito a «riconsiderare il ruolo pastorale della comunicazione sociale, innestandola maggiormente nell’azione missionaria della Chiesa locale – scrive il presule – coniugando questa realtà culturale e sociale con tutti gli ambiti della vita ecclesiale».
Le relazioni La comunicazione, secondo monsignor Vechi, «è una specie di collante per l’attuazione di una pastorale organica, che ha sempre più bisogno di un forte impegno educativo, sostenuto da una comunicazione di qualità e supportato da strumenti adeguati. Le nuove frontiere aperte dal mondo digitale non devono far dimenticare che la comunicazione è prima di tutto una relazione tra persone reali».
