di M.R.
Assemblato e riordinato l’archivio storico di Ast, in viale Brin. La memoria cartacea del colosso siderurgico torna a vivere nella sede originaria dopo oltre un quarantennio di conservazione all’archivio di Stato. Alle prese con atti, fascicoli, verbali e faldoni di ogni tipo anche piuttosto vecchiotti, il responsabile Stefano Conedera.
Stefano Conedera Nell’archivio allestito in uno spazio adiacente la Cassa mutua aziendale, sono consultabili documenti anche di oltre 130 anni fa, i tempi in cui fu fondata la Saffat, Società degli alti forni, fonderie e acciaierie di Terni, antenata dell’attuale Ast: «C’è ancora tanto da lavorare – afferma Conedera -, ma un passo significativo è stato compiuto. Il progetto di un archivio storico era in cantiere da anni per una questione di identità aziendale». Tutte quelle carte, senza dubbio, rappresentano un patrimonio significativo non solo per Ast ma per la città tutta che tende spesso ad identificarsi con l’ acciaieria stessa. Sono catalogati verbali dei consigli di amministrazione, fascicoli delle committenze pubbliche e private e tanti altri atti d’interesse storico.
Archivio storico «Per i dipendenti Ast – racconta Conedera – è sempre stato motivo d’orgoglio mostrare le origini dell’industria a studiosi e ricercatori interessati, c’è stato persino chi per anni ha accolto curiosi e interessati al passato industriale ed economico della città, in simbiosi con lo stabilimento di viale Brin, nei propri uffici. Ora invece, finalmente, c’è uno spazio dedicato alla conservazione e alla consultazione e sono stati riunificati tutti i faldoni, sono infatti tornati quelli che erano all’archivio di Stato da oltre 40 anni». Perché l’archivio Ast sia al top, serve ancora ‘olio di gomito’: l’intenzione aziendale è quella di mettere a disposizione anche il materiale audiovisivo raccolto negli anni, ma servirà apposita digitalizzazione. Solo allora si terrà l’inaugurazione dello spazio.
Twitter @martarosati28
