Il contratto nazionale di lavoro scaduto da 22 mesi. E’ il motivo principale dello sciopero dei lavoratori della grande distribuzione organizzato a livello nazionale e che a Terni ha visto un presidio dei dipendenti sotto il palazzo della prefettura. Decine di lavoratori si sono ritrovati all’evento convocato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

La protesta Il presidio ha visto la partecipazione di decine di lavoratori che hanno occupato per alcuni minuti e in modo pacifico viale della Stazione. Il tutto prima che una delegazione di sindacalisti raggiungesse gli uffici della prefettura per consegnare un documento da far arrivare al governo.

I motivi Secondo le tre sigle sindacali di categoria «Federdistribuzione si è rifiutata di corrispondere gli incrementi salariali, mentre altre imprese, quelle aderenti a Confcommercio, hanno già rinnovato il contratto. La proposta della controparte comporterebbe al contrario un arretramento pesante sia a livello salariale che di diritti, in un settore che ha già pagato il costo della crisi in quanto a salari».

Nel documento Sono diversi i punti contestati: il taglio delle retribuzioni, l’annullamento degli scatti di anzianità, la negazione del passaggio dal quinto al quarto livello, l’eliminazione di 32 ore di permesso retribuito, il blocco di tredicesima e quattordicesima ai fini del calcolo del Tfr, ritorno alle 40 ore di lavoro con una maggiore flessibilita’ gestita unilateralmente dalle aziende e infine decorrenza del contratto dal 2016 al 2018.