«Il trasferimento dell’urna di San Valentino dalla basilica è già avvenuto nel 1974». C’è anche un articolo del quotidiano ‘La voce di Terni’ a supportare la tesi sostenuta dalla diocesi di Terni, Narni e Amelia, che in una nota mette in evidenza come il progetto del vescovo Piemontese di trasferire l’urna in duomo in occasione delle celebrazioni sia stato già portato a termine negli anni passati. Una carta in più da giocarsi per il vescovo Giuseppe Piemontese, che nelle ultime ore ha palesato la sua contrarietà alla lettera della sovrintendenza dei beni culturali, che in una lettera spedita alla parrocchia di San Valentino si dice contraria allo spostamento.
Il documento Nella nota della diocesi c’è dunque una foto dell’urna di San Valentino in duomo e un articolo di giornale che documenta la giornata di celebrazioni. «L’inizio dell’anno sociale 73-74 – si legge nell’articolo – ha segnato l’acme delle celebrazioni religiose. Ne hanno dato l’avvio il pellegrinaggio dell’urna del Santo nelle quattro parrocchie periferiche della città, la commovente Santa Messa dei nonni-nipotini, celebrata dal vescovo in cattedrale, la giornata dell’ammalato e del lavoratore».
Il vescovo sicuro Durante l’incontro con i giornalisti di domenica sera, in occasione delle celebrazioni di San Francesco di Sales, patrono degli operatori dell’informazione, il vescovo Piemontese ha espresso la sua contrarietà alla lettera che nei giorni scorsi il sovrintendente dell’Umbria Stefano Gizzi ha spedito alla comunità parrocchiale della basilica di San Valentino. Nel documento Gizzi parla della contrarietà al progetto perchè potenzialmente pericoloso per via dello spostamento dell’urna.
Situazione di stallo Da parte sua il vescovo sostiene di avere tutte le autorizzazioni del caso arrivate da un pool di tecnici. Tra l’altro la diocesi, ha sostenuto il vescovo, ha anche chiesto un ulteriore parere proprio alla sovrintendenza, senza però aver ancora ricevuto risposta. Dunque da un lato il vescovo si dice convinto di poter portare a termine il suo progetto, mentre la sovrintendenza punta al no. Nei prossimi giorni si dovrà arrivare allo sblocco della situazione anche perchè i tempi iniziano ad essere stretti.
