di Re.Te.
Il segnale è chiaro e i destinatari pure: il Comune di Arrone e la Provincia di Terni. L’invito, rivolto a più riprese da ‘Italia nostra’, adesso diventa un avvertimento – parlare di minaccia pare brutto – pressante: assolvere «sollecitamente ai propri doveri d’istituto». Perché, tanto, tra poco, dice sempre l’associazione ambientalista, interverrà «il comando di polizia tributaria della guardia di finanza».
La protesta Già, perché mentre in Valnerina la protesta contro l’ipotesi «di bruciare olii, prevalentemente di consistenza e provenienza non autoctone – dice Italia nostra – con l’esclusivo fine di ottenere l’enorme incentivo fissato dallo stato per la produzione di energia elettrica da cosiddette biomasse», gli ambientalisti promettono di alzare il livello di scontro contro Espandy, la società proprietaria della centrale a biomasse che sta per entrare in funzione, ma non solo.
Espandy «Avevamo già denunciato – ricorda Andrea Liberati – l’anomalia rappresentata dal fatto che il 40% dell’azionariato di Espandy è nelle mani di soggetti invisibili, che hanno dato vita, in Lussemburgo, ad una fiduciaria, la Omp holding. Ma dall’estero nessuno è ovviamente giunto qui per investire». Secondo Italia nostra, invece, «qualcuno, da qui, ha cercato uno schermo all’estero e noi abbiamo tentato di sollecitare i soci italiani di Espandy, per sapere se avessero notizie in merito resto del pacchetto azionario». Ma senza esito, pare di capire.
La politica Soprattutto perché, ed ecco che l’annuncio del ‘passaggio delle carte’ alla guardia di finanza assume contorni più chiaro, «Italia Nostra consegnerà in settimana alcuni documenti alle fiamme gialle, perché si faccia piena luce su un groviglio che sembra inestricabile, mentre noi vorremmo che fosse spazzato via ogni dubbio relativo a potenziali infiltrazioni criminali o conflitti di interesse che, da sé, provocherebbero l’annullabilità dell’autorizzazione unica e non solo», dice Liberati. Visto che «dietro gli anonimi di Espandy, la voce del popolo evoca in modo insistente un pezzo di notabilato, precisamente un politico locale. Ne emergerebbe – conclude il presidente di Italia Nostra – un plateale conflitto di interessi che rimetterebbe tutto in discussione».
